Un Patto d’Intesa sulla disabilita' in Puglia
Posted By Stefano On 15 Novembre 2019 @ 12:44 In Diritti | Comments Disabled
«Questa Intesa ha il fine di proporre e programmare una nuova visione della disabilità realmente conforme ai princìpi espressi dalle leggi nazionali ed internazionali, per la tutela e la dignità della persona e della sua famiglia nella loro completa socialità. Intendiamo promuovere una collaborazione paritetica, e non solo consultiva, con le Istituzioni Regionali per tutti i temi finalizzati ad una reale presa in carico della persona con disabilità per tutto l’arco della vita, intesa come miglioramento e benessere delle proprie condizioni vitali».
Nasce su questi presupposti il Patto d’Intesa Disabilità Puglia, prima rete ufficiale della Regione per la cooperazione, la progettazione e la tutela della disabilità dinanzi alle Istituzioni Regionali, iniziativa voluta dall’ANFFAS Puglia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), dall’ENIL Puglia (European Network on Independent Living), dalla FISH Puglia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalla Rete A.Ma.Re Puglia (Associazioni Malattie Rare), ma con l’auspicio di coinvolgere altre realtà associative operanti sul territorio pugliese.
«La presa in carico personalizzata – si legge ancora nella nota con cui viene annunciato il Patto d’Intesa – non dev’essere concepita e riferita esclusivamente a quella sanitaria, ma anche a quella socio-sanitaria e sociale, che preveda un’integrazione totalizzante finalizzata all’indipendenza e alla piena inclusione in tutti i contesti di vita. Con tali intenti chiediamo quindi che si inauguri un percorso nuovo con le Istituzioni e si riavvii il confronto intrapreso con l’istituzione dei Tavoli Regionali, alla luce di un rinnovato impulso sulla base delle seguenti irrinunciabili premesse:
1. Partecipazione attiva nella co-programmazione e co-progettazione delle politiche regionali nel settore delle disabilità, attraverso una rappresentanza delle Associazioni di persone con disabilità e/o familiari afferenti al Tavolo Regionale per le Disabilità, con compiti di collaborazione con gli Assessorati e le strutture tecniche afferenti (Welfare, Salute, Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro), per le necessarie azioni di informazione/formazione, co-programmazione e valutazione preliminare alle disposizioni normative e Disegni di Legge, per il miglioramento dei sostegni e dell’offerta dei servizi per le persone con disabilità in età evolutiva, età adulta e geriatrica, su tutto il territorio regionale.
2. Superamento dei provvedimenti normativi frammentati e disarticolati (vedi Assegno di Cura – Pro.V.I. [Progetti Personalizzati di Vita Indipendente, N.d.R.] – Dopo di Noi – Strutture per la Residenzialità Diurna e Continuativa – Buoni Servizio – Assistenza Domiciliare Integrata – Inclusione Scolastica, Sociale e Lavorativa), con un’equa distribuzione delle risorse economiche, in favore di una visione organica e armonica di progettualità, secondo il modello del “progetto di vita” personalizzato, in attuazione dell’articolo 14 della Legge 328/00, relativamente ai bisogni e ai sostegni che cambiano nei vari cicli di vita».
A questo punto, le organizzazioni promotrici dell’iniziativa, «certe di poter contribuire al miglioramento della qualità di vita per le persone con disabilità e le famiglie che rappresentiamo, nello spirito di collaborazione e costruzione di nuove prospettive di civiltà e crescita culturale», attendono «di poter conferire a breve con le Istituzioni preposte, per meglio definire le finalità collaborative». (S.B.)
Nasce su questi presupposti il Patto d’Intesa Disabilità Puglia, prima rete ufficiale della Regione per la cooperazione, la progettazione e la tutela della disabilità dinanzi alle Istituzioni Regionali, iniziativa voluta dall’ANFFAS Puglia (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), dall’ENIL Puglia (European Network on Independent Living), dalla FISH Puglia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalla Rete A.Ma.Re Puglia (Associazioni Malattie Rare), ma con l’auspicio di coinvolgere altre realtà associative operanti sul territorio pugliese.
«La presa in carico personalizzata – si legge ancora nella nota con cui viene annunciato il Patto d’Intesa – non dev’essere concepita e riferita esclusivamente a quella sanitaria, ma anche a quella socio-sanitaria e sociale, che preveda un’integrazione totalizzante finalizzata all’indipendenza e alla piena inclusione in tutti i contesti di vita. Con tali intenti chiediamo quindi che si inauguri un percorso nuovo con le Istituzioni e si riavvii il confronto intrapreso con l’istituzione dei Tavoli Regionali, alla luce di un rinnovato impulso sulla base delle seguenti irrinunciabili premesse:
1. Partecipazione attiva nella co-programmazione e co-progettazione delle politiche regionali nel settore delle disabilità, attraverso una rappresentanza delle Associazioni di persone con disabilità e/o familiari afferenti al Tavolo Regionale per le Disabilità, con compiti di collaborazione con gli Assessorati e le strutture tecniche afferenti (Welfare, Salute, Istruzione, Formazione Professionale e Lavoro), per le necessarie azioni di informazione/formazione, co-programmazione e valutazione preliminare alle disposizioni normative e Disegni di Legge, per il miglioramento dei sostegni e dell’offerta dei servizi per le persone con disabilità in età evolutiva, età adulta e geriatrica, su tutto il territorio regionale.
2. Superamento dei provvedimenti normativi frammentati e disarticolati (vedi Assegno di Cura – Pro.V.I. [Progetti Personalizzati di Vita Indipendente, N.d.R.] – Dopo di Noi – Strutture per la Residenzialità Diurna e Continuativa – Buoni Servizio – Assistenza Domiciliare Integrata – Inclusione Scolastica, Sociale e Lavorativa), con un’equa distribuzione delle risorse economiche, in favore di una visione organica e armonica di progettualità, secondo il modello del “progetto di vita” personalizzato, in attuazione dell’articolo 14 della Legge 328/00, relativamente ai bisogni e ai sostegni che cambiano nei vari cicli di vita».
A questo punto, le organizzazioni promotrici dell’iniziativa, «certe di poter contribuire al miglioramento della qualità di vita per le persone con disabilità e le famiglie che rappresentiamo, nello spirito di collaborazione e costruzione di nuove prospettive di civiltà e crescita culturale», attendono «di poter conferire a breve con le Istituzioni preposte, per meglio definire le finalità collaborative». (S.B.)
Per ulteriori informazioni e approfondimenti. Vito Berti (vitoberti@gmail.com).
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