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ottobre « 2015 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
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Assistenza alla comunicazione: la proposta di Reggio Calabria

di Simonetta Morelli* - 29 ottobre 2015 @ 12:39 - Studio

Alunni a scuola«Abbiamo lavorato per tanti mesi al fine di garantire un nuovo servizio fatto di qualità e di esperienza per i ragazzi con disabilità della nostra città. Saranno 216 gli alunni con autismo e quelli che non sentono e che non vedono, ad essere sostenuti da assistenti contrattualizzati dai Dirigenti Scolastici, grazie alle risorse trasferite dal Comune di Reggio Calabria alle scuole e grazie alla procedura che abbiamo messo in campo».
È giustamente orgoglioso, Giuseppe Marino, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Reggio Calabria, quando descrive questa “creatura” amministrativa, figlia di un grande sinergia tra Istituzioni: Dirigenti Scolastici, Associazioni delle persone con disabilità e il suo Assessorato.
La procedura, semplice ed efficace, prevede due operazioni: formazione, attraverso un bando pubblico, di una lista ristretta di persone qualificate e idonee a ricoprire il ruolo di assistente educativo o di assistente alla comunicazione, e un protocollo d’intesa con gli Istituti Scolastici di competenza del Comune, nel quale è descritta la modalità con cui le scuole, grazie ai fondi trasferiti dal Comune, accederanno a quella stessa lista ristretta.

Sono 17 le scuole primarie di primo e secondo grado che hanno aderito al protocollo d’intesa e 90 gli assistenti specializzati contrattualizzati. Tra di loro, anche persone con disabilità. «Abbiamo modificato l’avviso pubblico – ammette l’assessore Marino – su suggerimento delle Associazioni rappresentative delle persone con disabilità, ovvero della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dell’ENS (Ente Nazionale dei Sordi) e dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), al fine di aprire il bando anche alle persone con disabilità. Questo ci consente di avere oggi una lista altamente qualificata, con persone che sanno cosa sia il disagio e come lo si supera».
Emblematico, in tal senso, è il caso di Anna Barbaro, campionessa paralimpica di nuoto, divenuta cieca pochi anni fa e che, possedendo i titoli richiesti, è stata inserita nella lista ristretta: «Da assistita ad assistente», recita uno slogan coniato dalla stampa reggina. Oggi, Anna – campionessa nazionale nota a Reggio anche per la sua battaglia per il rispetto della legge che consente ai cani guida di accedere a qualunque luogo – assiste una tredicenne con la sua stessa disabilità.

Con questo sistema, dunque, privo di “effetti speciali”, ma pieno di buon senso, si può risolvere l’annoso problema delle famiglie che lamentano l’inefficacia del servizio di assistenza alla comunicazione, quando gli assistenti non posseggono conoscenze specifiche e soprattutto quando i destinatari sono alunni con autismo o in generale con disabilità intellettiva e relazionale.
Quando si tratta di scuola primaria – e dunque dei più piccoli tra gli alunni – una formazione specifica è fondamentale, per far sì che la scuola, di fronte a qualsiasi disabilità, sia un luogo in cui applicare competenze e capacità acquisite con fatica, e non un luogo in cui disperdere e vanificare il lungo lavoro di abilitazione svolto con modalità diverse da terapisti e genitori.
«Una ragazza non vedente che ha già vinto la sua sfida con la vita – ha commentato il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, durante la conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa – può trasmettere alla sua alunna la propria carica motivazionale e sostenerla sul piano personale. Ed è ancora più efficace se l’alunna è piccolissima e sta compiendo i primi passi nella scuola o si sta affacciando all’adolescenza, alle prime esperienze di vita».

Alla presentazione ha partecipato anche Angelo Marra, vicepresidente della FISH Calabria, che per muoversi usa una sedia a rotelle, e che a causa del momentaneo mancato funzionamento dell’ascensore, è stato trasportato a braccia al primo piano dell’edificio, dov’era stato organizzato l’evento. «Ho acconsentito di essere trasportato a braccia – ha dichiarato – solo per dovere istituzionale. L’unica alternativa sarebbe stata andare via e non me la sono sentita: tra i due mali ho preferito quello personale, pur di non negare la presenza della FISH in un momento così importante per i rapporti tra le Istituzioni cittadine e le persone con disabilità, che io rappresento». «Nessuna polemica – aggiunge – salvi tutti i rapporti istituzionali e personali, plauso all’iniziativa del Comune, ma restano un profondo disappunto e una grande amarezza per via della persistenza di una convinzione, ancora troppo diffusa, secondo la quale le persone in sedia a rotelle possono essere trasportate a braccia. Non è una soluzione, mai. È una forma di presunzione che rischia di togliere significato e potenza ad ogni atto compiuto in nome dell’inclusione e del progresso sociale e rimanda a un’idea rudimentale di assistenza: quella che crea dipendenza, non autonomia».
È un episodio, questo, che abbiamo voluto sottolineare non per ulteriori condanne o polemiche, quanto piuttosto per riflettere su come anche questa storia reggina, di un Comune che insegna civiltà, un attimo dopo la caduta di stile da parte dell’ospite della conferenza stampa, sia in fondo lo specchio di quanto accade più diffusamente in tutta Italia. Uno specchio dei tempi, forse, che ci mostra come il cammino non sarà mai completamente compiuto, se non saremo noi cittadini e persone civili a istruirci su come ci si pone di fronte a una persona con disabilità.
In altre parole, è nostra responsabilità conoscere e sapere ed è urgente comunicare, abbattere gli ostacoli fra due mondi che adesso dialogano, vicinissimi ma ancora staccati. È urgente, cioè, penetrare l’uno nell’altro, per arricchirsi vicendevolmente di visioni e approcci alla realtà altrimenti sconosciuti ed è quindi tempo di liberarsi dal timore di offendere, se – con modi urbani – si chiedono istruzioni e notizie sulla condizione di disabilità alle persone direttamente interessate. È tempo insomma che le persone con disabilità abbiano spazio dentro e fuori dalla coscienza di tutti, perché possano correggere gli errori di tutti. Come insegna ogni aspetto di questa vicenda reggina.

Testo già apparso – con il titolo “Disabili a Reggio Calabria, l’assistenza scolastica e le buone prassi che risolvono” – in “InVisibili”, blog del «Corriere della Sera.it». Viene qui ripreso, con alcuni riadattamenti al diverso contesto, per gentile concessione.

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2015/10/29/assistenza-alla-comunicazione-la-proposta-di-reggio-calabria/

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I bambini disegnano la disabilita’

Stefano - 28 ottobre 2015 @ 12:41 - Società

Immagine del manifeston del convegno "I bambini disegnano la disabilità", Trieste, 29 ottobre 2015Sono ormai alcuni anni che l’Associazione Volontari per la Sclerosi Multipla diTrieste ha intrapreso un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche della disabilità e di promozione e sviluppo del volontariato giovanile.
Risale infatti al 2012 la realizzazione del Progetto I giovani incontrano la disabilità, che ha portato tra l’altro alla pubblicazione (in italiano, inglese e sloveno) del libriccinoDisability. Successivamente, nell’anno scolastico 2013-2014, vi è stata una ricerca nellescuole del Friuli Venezia Giulia, attuata mediante la distribuzione di un questionario, per valutare la conoscenza e la percezione della disabilità da parte dei giovani delle scuole medie inferiori e superiori. I risultati di tale indagine sono confluiti nella pubblicazione I giovani incontrano la disabilità e presentati in un convegno di restituzione, svoltosi circa un anno fa.
«Tali esperienze – spiegano dall’Associazione – hanno confermato la nostra convinzione che i bambini e i ragazzi siano un importante veicolo di cambiamento culturale e sociale e che sia fondamentale agire precocemente (a livello di scuola primaria), per favorire la maturazione di una diversa sensibilità individuale e sociale, strettamente connessa al superamento degli atteggiamenti di chiusura e di non accettazione. In tal senso, vogliamo confermare e affermare ladimensione inclusiva della scuola, che si concretizza soprattutto nel ruolo ad essa istituzionalmente affidato, di soggetto deputato allo sviluppo delle abilità e alla modifica degli atteggiamenti».

Oggi arriva dunque a compimento il terzo passaggio di questo percorso, con il Progetto I bambini disegnano la disabilità, presentato all’inizio dell’anno scolastico 2014-2015 agli insegnanti delle classi elementari della Scuola Italo Svevo, che hanno aderito con entusiasmo. Tale iniziativa è stata realizzata con il contributo del Centro Servizi Volontariato del Friuli Venezia Giulia e con le risorse messe a disposizione dalla stessa Associazione Volontari per la Sclerosi Multipla.
«L’obiettivo – sottolineano da quest’ultima – era quello di allargare ai bambini delle elementari (6-10 anni) le tematiche già proposte nelle scuole superiori, utilizzando uno strumento di verifica adeguato all’età, il disegno. Il tema delle disabilità è stato quindi affrontato con un linguaggio semplice, idoneo a bambini così piccoli, e soprattutto tramite uno strumento creato ad hoc, il format La disabilità raccontata ai bambini, che con immagini nel tipico stile dei cartoni animati, chiarisce con leggerezza il significato di disabilità. È stato chiesto inoltre ai bimbi di disegnare a loro volta la disabilità e il contenuto delle loro creazioni – analizzate e commentate da un neuropsichiatra infantile e da un neuropsicologo – è stato riportato e discusso alla presenza di insegnanti e alunni».

Quei disegni, dunque, saranno esposti nella scuola dove sono nati e una selezione di essi è stata pubblicata nel sito del Concorso Internazionale ONU #DrawDisability, oltre a partecipare anche alla votazione pubblica per poter essere esibita alla Settantesima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. È inoltre in fase di realizzazione un elaborato finale sotto forma di pubblicazione, con le foto dei disegni realizzati dai bimbi.
«Visto che l’esperienza è stata considerata estremamente positiva e utile da parte di insegnanti e genitori – dichiarano dalla ONLUS promotrice – i quali ne auspicano anzi la prosecuzione anche in futuro, intendiamo dare la massima diffusione alla stessa attraverso l’organizzazione di alcuni eventi di restituzione alla Cittadinanza». Il riferimento è segnatamente al convegno in programma pergiovedì 29 ottobre, presso la Sala Costantinides del Civico Museo Sartorio di Trieste (ore 9-12.30), ma anche alla mostra di disegni dei bambini, avviata in occasione del convegno stesso, e successivamente itinerante in varie sedi del Friuli Venezia Giulia.

All’incontro del 29 ottobre parteciperanno Anna Illy, presidente dell’Associazione Volontari per la Sclerosi Multipla, Elisa Mattaloni, neuropsicologa, Antonella Zadini, neuropsichiatra infantile e coordinatrice del Progetto I bambini disegnano la disabilitàMarina Reppini, dirigente della Scuola Italo Svevo, Laura FamulariAntonella Grim, assessori del Comune di Trieste, rispettivamente alle Politiche Sociali e all’Educazione e Pierpaolo Gregori, rappresentante dei genitori. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: volontarism@yahoo.it.

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Un figlio con disabilita’ rende una famiglia disabile?

Stefano - 28 ottobre 2015 @ 17:00 - Società

Alberto Fasulo mentre gira "Genitori"Un’immagine di Alberto Fasulo mentre gira il film documentario “Genitori”

Una famiglia con un figlio disabile è una famiglia disabile? È la domanda attorno a cui ruota Genitori, film documentario di Alberto Fasulo, regista friulano già premiato con il Marc’Aurelio d’Oro nel 2013 al Festival Internazionale del Film di Roma, per il suo Tir.
Presentato all’ultimo Festival del Cinema di Locarno, Genitori cerca di entrare, immaginare e comprendere la realtà di famiglie che vivono l’esperienza della disabilità, affrontando giorno dopo giorno la propria quotidianità e riscoprendo nel dialogo la possibilità di sorreggerla e comprenderla.
Fasulo ha seguito per quasi cinque anni un gruppo di auto mutuo aiuto, facendo emergere nel film una serie di temi quali l’indipendenza, la sessualità, il limite, il senso di colpa e il diritto al lavoro, che ogni genitore, prima o poi, è costretto ad affrontare.

Nelle prossime settimane, saranno in molti a poter vedere GenitoriRoma, grazie a un ciclo di proiezioni voluto da Nefertiti Film – che ha prodotto la pellicola insieme a RAI Cinema – presso il Cinema Farnese Persol, uno dei più antichi della Capitale, in Piazza Campo de’ Fiori, a partire da giovedì 29 ottobre (ore 18.30), in questo caso anche alla presenza del regista. «Pensiamo – sottolineano da Nefertiti Film – che questo film documentario possa rappresentare un efficiente mezzo di formazione e spunto di riflessione per persone che quotidianamente hanno a che fare con la disabilità, e non solo».
Le proiezioni successive sono previste, sempre alle 18.30, per venerdì 30 ottobremercoledì 18 e giovedì 19 novembremartedì 15 e mercoledì 16 dicembre(S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Eva Ottogalli (distribuzione@nefertitifilm.it).

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