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agosto « 2015 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
31ago/150

Approvata anche al Senato la legge sull’autismo

Stefano - 26 agosto 2015 @ 16:06 - Diritti

Immagine in controluce di ragazzo su fondo di puzzle«Questa nuova Legge rappresenta l’anello di congiunzione fra la Linea Guida n. 21, prodotta nel 2011 dall’Istituto Superiore di Sanità (Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti), le Linee di Indirizzo della Conferenza Unificata Stato-Regioni del 2012 e i prossimi Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)». Così, in una nota diffusa il 5 agosto scorso, Liana Baroni, presidente dell’ANGSA, l’Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici battutasi a lungo per ottenere questo risultato, ha commentato con soddisfazione l’approvazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato del Disegno di Legge sull’autismo, divenuto quindi Legge dello Stato(Disposizioni in materia di diagnosi, cura e abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico e di assistenza alle famiglie) e attualmente in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Parlando di «un importante passo per il sostegno concreto a migliaia di persone con autismo e alle loro famiglie», Baroni ha sottolineato poi che «la Legge riguarda bambini e adulti con autismo, imponendo la precocità e la continuità della presa in carico in forma integrata, e prevedendo l’inserimento nella vita sociale delle persone con disturbi dello spettro autistico di tutte le età. Grazie ad essa verranno aggiornate ogni tre anni le Linee Guida e le Linee di Indirizzo su diagnosi e cura, e sarà richiesto al Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca un impegno nella ricerca su questo grave fenomeno che sta aumentando in Italia e nel mondo».
«Si tratta per altro – ha concluso la Presidente dell’ANGSA – di un punto di arrivo, ma anche di partenza. Insieme alle altre Associazioni collaboranti, infatti, ci dedicheremo ora a promuovere e a monitorare l’applicazione della Legge sia a livello centrale (aggiornamenti dei LEA, delle Linee Guida e delle Linee di Indirizzo), sia a livello regionale, sensibilizzando le singole Amministrazioni competenti». (S.B.)

Ringraziamo Sonia Zen per la collaborazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: angsanaz@tin.it.

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

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31ago/150

Quando un’Ordinanza ristabilisce il diritto

di Sergio Lucisano* - 27 agosto 2015 @ 17:30 - Diritti

Mano del Giudice batte il martellettoCon una pregevole e “storica” Ordinanza, depositata il 31 luglio scorso, il Tribunale di Catanzaro ha trovato il modo di dare applicazione concreta a princìpi costituzionali spesso inosservati e, al più, confinati in una dimensione astratta.
La controversia aveva ad oggetto il diritto alla salute e all’integrità fisica di un lavoratore, affetto da una grave forma di patologia motoria, il quale aveva chiesto al proprio datore di lavoro l’autorizzazione a parcheggiare la propria auto, per tutta la durata della prestazione, all’interno del piazzale antistante il luogo di lavoro.
Nell’accogliere la domanda, il Tribunale ha tra l’altro affermato che le tutele approntate dal nostro ordinamento vanno intese «in senso ampio», comprendendo in sé «una funzione preventiva ed inibitoria rispetto a qualsiasi comportamento nocivo».
Come ha spiegato il Collegio, una simile lettura del sistema di sicurezza del lavoratore (articolo 2087 del Codice Civile), è resa possibile, e anzi doverosa, dall’articolo 32* della Costituzione, che considera la salute come un bene primario della persona, tanto che la necessità di tutelarne l’integrità deve ritenersi «prevalente rispetto all’interesse dell’impresa».

Al di là del rilievo implicito dei princìpi così affermati, l’Ordinanza prodotta dal Tribunale di Catanzaro acquista un più elevato significato anche alla luce delle condizioni fisiche del lavoratore. Proprio quello “status”, del resto – e dunque la legittima preoccupazione che esso, non essendo tenuto in considerazione dal datore di lavoro, potesse tramutarsi in una fonte di discriminazione o di diseguaglianza – aveva indotto la sede di Catanzaro dell’ANMIC (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili), che per legge ha la tutela e la rappresentanza dell’intera categoria degli invalidi civili, ad affiancare il lavoratore e a sostenerne le ragioni, anche attraverso un intervento volontario nel giudizio appena concluso.

Una battaglia vinta non significa, naturalmente, che le nostre preoccupazioni in ordine alla tutela della salute dei lavoratori – e in particolare di quelli con disabilità – non abbiano più motivo di essere, anche alla luce del fatto che la Casa di Cura Villa del Sole – ove è occupata la persona protagonista dell’azione legale – ad oggi non abbia dato attuazione al provvedimento del Tribunale.
Al riguardo, si deve constatare con amarezza che, nella proprietà della Casa di Cura in questione, non alberga affatto il sentimento della solidarietà attiva, consistente, nel caso di specie, in azioni volte all’eliminazione di ostacoli che mettono a rischio la salute del suo lavoratore, oltreché nella consapevolezza che i bisogni del predetto dipendente con disabilità sono dei diritti, che vanno riconosciuti, in quanto il medesimo, tenuto conto delle sue capacità, deve sentirsi – al pari degli altri lavoratori – protagonista nella Casa di Cura ove presta servizio, e anche nel cosiddetto “accomodamento responsabile”, che impone al datore di lavoro di porre in essere degli atti per consentire alla persona con disabilità di potere, comunque, prestare la propria attività lavorativa.
Non si può, tuttavia, fare a meno di accogliere con soddisfazione decisioni come quella richiamata e di trarne un convincimento beneaugurate, nel senso che, fino a quando la nostra Carta Fondamentale sarà considerata “diritto vivente”, le esigenze di tutela (in questo caso, della salute) dei cittadini avranno ampie possibilità di accoglimento.

*Articolo 32 della Costituzione: «La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività […]».

Avvocato. Presidente dell’ANMIC di Catanzaro (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili).

L’Ordinanza depositata il 31 luglio scorso dal Tribunale di Catanzaro, di cui si parla nella presente nota, è disponibile, su richiesta, presso la nostra redazione (info@superando.it).

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31ago/150

L’agricoltura sociale, risorsa per l’inclusione

Stefano - 28 agosto 2015 @ 10:20 - Società

Persona con disabilità impegnata in un'impresa di agricoltura socialeUna persona con disabilità impegnata in un’impresa di agricoltura sociale

«Vista l’attenzione alle persone con disabilità, faremo il possibile per promuovere la diffusione concreta di questa nuova norma. È una risorsa in più che vogliamo sia valorizzata in funzione dell’inclusione sociale».
Così Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), commenta le nuove Disposizioni in materia di agricoltura sociale, testo definitivamente approvato alla Camera a inizio agosto.

«Si tratta – come si legge in una nota diffusa dalla FISH – di una norma che riconosce il valore di buone prassi già funzionanti nel nostro Paese e che ne premia la responsabilità sociale verso lavoratori con disabilità o comunque svantaggiati. La stessa definizione di “agricoltura sociale” sembra descrivere esperienze significative già in atto che vanno dall’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e svantaggiati inseriti in progetti di riabilitazione sociale alle attività sociali di servizio per le comunità locali, usando le risorse, materiali e immateriali, proprie dell’agricoltura». «Nella nuova Legge – si sottolinea ancora – vengono menzionati anche i servizi “terapeutici”con l’ausilio di animali o la coltivazione delle piante e infine l’educazione ambientale e alimentare rivolta a tutti, oltre alla salvaguardia della biodiversità animale (fattorie sociali e didattiche)».
«È un ambito – dichiara ancora Falabella – a cui ci piace riferirci perché è strettamente legato anche alla qualità dell’ambiente oltre che a un’imprenditorialità moderna, sensibile e sostenibile. Questa Legge, dunque, oltre ad aprire nuove strade e progettualità, riconosce soprattutto valori ed esperienze già consolidati».

L’iniziativa passerà ora alle Regioni, agli Enti Locali e agli Enti Pubblici in generale. In particolare, le Regioni, nell’àmbito dei Piani di Sviluppo Rurale, potranno promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale.
Chi poi gestisce mense scolastiche e ospedaliere potrà prevedere come criterio di priorità nelle forniture la provenienza dei prodotti da operatori di agricoltura sociale.
Infine, gli Enti Pubblici Territoriali potranno dare in concessione anche agli operatori dell’agricoltura sociale, a titolo gratuito, i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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