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settembre « 2014 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
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Valutazione delle scuole: non escludere gli alunni disabili

Posted By Stefano On 26 settembre 2014 @ 11:47 In StudioComments Disabled

Ragazzo con disabilità dentro a una scuola«Chiediamo al Ministero e all’INVALSI [Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione, N.d.R.] di intervenire immediatamente, per evitare il rischio di non valutare per nulla il positivo lavoro inclusivo svolto in molte scuole italiane e che anzi vengano premiate le scuole che si preoccupano solo del miglioramento dei livelli d’apprendimento degli alunni non disabili, trascurando la propria qualità inclusiva».
Così scrive Salvatore Nocera, membro dell’Osservatorio Ministeriale Permanente per l’Integrazione degli Alunni con Disabilità, responsabile dell’Area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e già vicepresidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), in riferimento a una recente Direttiva Ministeriale (11/14 del 18 settembre), che in attuazione del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 80/13 (Regolamento sul sistema nazionale di valutazione in materia di istruzione e formazione), ha previsto per il triennio 2014-2017 l’avvio dell’autovalutazione della qualità delle scuole e del sistema di istruzione.
«Entro marzo 2015 – si scrive nella citata Direttiva – la Conferenza per il coordinamento funzionale per il Sistema Nazionale di Valutazione adotterà, su proposta dell’INVALSI, i protocolli di valutazione delle scuole e gli indicatori di efficienza ed efficacia per individuare le scuole da sottoporre a valutazione esterna. […] La valutazione è finalizzata al miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti e sarà particolarmente indirizzata: alla riduzione della dispersione scolastica e dell’insuccesso scolastico; alla riduzione delle differenze tra scuole e aree geografiche nei livelli di apprendimento degli studenti; al rafforzamento delle competenze di base degli studenti rispetto alla situazione di partenza; alla valorizzazione degli esiti a distanza degli studenti con attenzione all’università e al lavoro».

Ebbene, sottolinea Nocera, «da quanto sopra sembra che l’autovalutazione e la valutazione esterna, effettuata da dirigenti tecnici ministeriali ed esperti, si fondino esclusivamente o quasi sui livelli di apprendimento degli studenti realizzati nelle singole scuole, rilevati soprattutto tramite le prove INVALSI. Siccome però la Nota Ministero-INVALSI del 18 febbraio di quest’anno esclude dall’inserimento nelle medie nazionali degli apprendimenti i risultati delle prove svolte da alunni con disabilità intellettiva (che sono quasi l’80% degli oltre 200.000 alunni con disabilità frequentanti le scuole statali), mentre rimette alla discrezionalità delle singole scuole se fare entrare nelle medie i risultati di alunni con disabilità sensoriali e motorie, ciò esclude di fatto la presenza degli alunni con disabilità dall’autovalutazione e dalla valutazione esterna della qualità delle scuole italiane».

Che cosa viene dunque esattamente richiesto al Ministero e all’INVALSI? Lo spiega sempre Nocera: «Che gli indicatori per l’autovalutazione (i quali, secondo la recente Direttiva, dovranno essere predisposti dall’INVALSI entro ottobre 2014), che i criteri di efficacia ed efficienza per la valutazione esterna delle scuole (entro marzo 2015), che gli indicatori per la valutazione dei Dirigenti Scolastici (entro dicembre 2014) e che il rapporto sulla valutazione di sistema (da predisporre annualmente, a partire dall’ottobre 2015) prevedano espressamente indicatori strutturali, di processo e di esitoper misurare i livelli della qualità inclusiva delle nostre scuole».
A tal proposito, vengono anche citati alcuni esempi di indicatori: «Strutturale: “Nella scuola è stato istituito e funziona il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione scolastica (GLI), di cui all’articolo 15, comma 2 della Legge 104/92?”. Di processo: “Per la formulazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI), di cui all’articolo 12, comma 5 della Legge 104/92, viene convocata e partecipa la famiglia dell’alunno con disabilità?”. Di esito: “Per la valutazione agli esami conclusivi del Primo Ciclo d’Istruzione si tiene conto solo dei progressi realizzati rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti, sulla base del PEI che dev’essere formulato tenendo conto delle effettive capacità e potenzialità dell’alunno, secondo quanto stabilito dall’articolo 16, comma 2 della Legge 104/92?».

«Del resto – conclude Nocera – l’INVALSI ha già un precedente positivo in questo àmbito, pensando alla ricerca effettuata nel 2005 e pubblicata nel 2006, cui però non sono seguite analoghe ricerche sistematiche negli anni successivi». (S.B.)


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26set/140

Rinviata la discussione sul ricorso dei caregiver familiari

Posted By Stefano On 24 settembre 2014 @ 13:16 In DirittiComments Disabled

Roma, 22 settembre 2014, udienza su ricorso caregiverUn gruppo di persone arrivate a Roma il 22 settembre, per l’udienza sul ricorso collettivo dei caregiver familiari

Nessuna decisione, ma solo un rinvio al 14 ottobre, da parte del Tribunale di Roma, durante l’udienza del 22 settembre – di cui avevamo dato notizia nei giorni scorsi – riguardante il ricorso collettivo nazionale presentato per ottenere riconoscimento e tutela del lavoro di cura dei caregiver familiari, di coloro cioè che in àmbito domestico si prendono cura di un congiunto affetto da grave disabilità e non in grado di compiere autonomamente gli atti necessari alla propria sopravvivenza e al proprio benessere.
Per l’occasione, nella Capitale erano convenuti numerosi caregiver familiari da varie Regioni d’Italia.

«Anche se il ricorso dovesse essere respinto – viene sottolineato dal Comitato Promotore Ricorso Family Caregiver, sostenuto principalmente dal blog La Cura Invisibile e dal Coordinamento Nazionale Famiglie di Disabili Gravi e Gravissimi la decisione del Giudice potrebbe “illuminare” i Legislatori, che continuano a ignorare la nostra situazione. E in ogni caso, noi andremo avanti, sia legalmente, sia informando l’opinione pubblica della nostra esistenza e anche nell’opera di mediazione con le Istituzioni. Infatti, la massiccia presenza al Tribunale di Roma di tanti caregiver familiari e i numerosi messaggi ricevuti da parte di chi non ha potuto essere presente di persona, ci hanno fatto toccare con mano il fatto di essere riusciti a creare uno “zoccolo duro” di persone che non intende mollare». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: lacurainvisibile@gmail.compresidenza@famigliedisabili.org.


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26set/140

Un Esame di Maturita’ completamente in videoconferenza

Posted By Stefano On 25 settembre 2014 @ 18:24 In StudioComments Disabled

Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna)L’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola (Bologna), da dove Marco Vernola, che vi è ricoverato a causa di un grave incidente in moto, ha sostenuto interamente in videoconferenza l’Esame di Maturità all’Istituto Tecnico Aeronautico Euclide di Bari

Il 17 settembre scorso, Marco Vernola, giovane ricoverato a causa di un incidente in moto all’Istituto Riabilitativo Montecatone - la nota struttura diImola (Bologna), specializzata nella cura e nella riabilitazione di persone con lesione midollare e/o grave cerebrolesione – ha svolto l’Esame di Maturità in Sessione Straordinaria, in collegamento tramite Skype con la Commissione dell’Istituto Tecnico Aeronautico Euclide di Bari.
Le veci di Commissario, all’interno della struttura emiliana, sono state svolte dalla professoressa Giulia Bassi, coordinatrice a Montecatone del Progetto Scuola in Ospedale*, e dal professor Marcello Molinari, con la collaborazione dell’assistente Gabriella Begni, dell’Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme, per le pratiche burocratiche.

Si tratta di un evento di particolare importanza perché è stata la prima esperienza di Esame di Maturità in Sessione Straordinaria svoltasicompletamente in videoconferenza e senza la presenza fisica della Commissione della scuola di appartenenza. «Un caso unico che farà scuola – ha commentato da Bari la professoressa Daniela Paparesta, presidente di Commissione -; l’alternativa sarebbe stata portare la Commissione in Ospedale da Marco».
«Sono stato felicissimo – dice lo stesso Vernola – per esserci riuscito, per il supporto dei professori, dei professionisti e dei volontari di Montecatone, che hanno messo a disposizione tutto il possibile per premettermi di sostenere l’Esame».
Prepararsi per questo esame, in un momento particolare della propria vita come quello che sta vivendo Marco, non è certo semplice. «Studiare è stato molto difficile e particolare – conferma – perché qui la testa per lo studio non c’è, pensavo ad altro, nel rimettermi. È stato come avere la testa divisa in due, metà rivolta allo studio e metà al fatto che devo riprendermi fisicamente fin dove posso».
Ma Marco, oltre ad essere consapevole che spesso i progetti futuri si devono rivedere, è anche un giovane molto positivo, già calato nella sua nuova situazione «In effetti – dice – i progetti futuri sono cambiati e non avendo più l’uso delle gambe, penso di continuare gli studi in Ingegneria Meccanica o Psicologia».
A conclusione della prova, poi, vi è stata anche una bella sorpresa, ovvero gli amici di classe. «Non mi ero accorto di loro – racconta Marco -, e così, una volta finito l’esame, si sono avvicinati e mi hanno salutato, ringraziandomi per avere sostenuto anch’io la prova. È stata una cosa bellissima perché li ho sentiti più vicini».

Da ricordare che per preparare il tutto, vi è stato un fitto scambio di documenti via posta elettronica certificata e un’intensa collaborazione, sia dal punto di vista professionale che umano, tra la Scuola Euclide di Bari e gli operatori coinvolti nella struttura di Montecatone: educatori, assistenti sociali, medici, case manager, infermieri, terapisti, operatori socio sanitari, informatici e per finire volontari. «Quello della “Scuola in Ospedale” – sottolinea a tal proposito Augusto Cavina, presidente dell’Istituto Montecatone – è un elemento essenziale del percorso riabilitativo globale offerto nella nostra struttura. Colgo dunque l’occasione per ringraziare le Istituzioni Scolastiche che da anni garantiscono questo prezioso servizio». (C.C.)

*Il Progetto “Scuola in Ospedale” consente ai ragazzi ricoverati all’Istituto Riabilitativo Montecatone di Imola, che non possono frequentare la scuola territoriale di appartenenza, di continuare gli studi. Gli alunni iscritti alle elementari e alle medie vengono supportati dall’Istituto Comprensivo 6 di Imola, mentre quelli delle superiori sono affidati a insegnanti dell’Istituto Scappi di Castel San Pietro Terme, scuola polo regionale per il progetto stesso.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Claudia Corsolini (corsolini@montecatone.com).


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