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Aixtud
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Permessi e pensioni: l’Aula e il Governo devono rimediare

25 ottobre 2013 @ 16:33

Madre accudisce il figlio con grave disabilità«Si continua ad ignorare incredibilmente il lavoro di cura: eppure l’Istat certifica che due terzi delle persone con gravi disabilità (70,1%) non fruiscono di alcun supporto domiciliare pubblico, valore che sale all’83,2% nella fascia di età tra gli 11 e i 64 anni. Secondo il Parlamento, chi si prende cura di quelle persone?».
Protesta duramente Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo che la Commissione Bilancio della Camera – come abbiamo già riferito in altra parte del giornale – ha deciso di escludere i permessi per maternità, paternità o per assistenza ai parenti con disabilità – quelli in base alla Legge 104/92 – dai conteggi dell’anzianità pensionistica, bocciando per mancanza di copertura finanziaria quell’emendamento già approvato dalla Commissione Affari Sociali che aveva voluto sanare un evidente paradosso della “Riforma Fornero sulle pensioni”.

Oggi – vale la pena ricordarlo – per ottenere la pensione anticipata non è prevista un’età anagrafica minima, ma chi la richiede prima dei 62 anni subisce una penalizzazione pari all’1% per ogni anno di anticipo (entro un massimo di due anni) e al 2% per ogni anno ulteriore rispetto ai primi due. Come anzianità viene conteggiata quella che deriva esclusivamente dall’effettiva prestazione di lavoro, includendo i periodi di astensione obbligatoria per maternità, per l’assolvimento degli obblighi di leva, per infortunio, per malattia e di cassa integrazione guadagni ordinaria. Sono quindi esclusi dal computo i permessi e i congedi fruiti dai lavoratori per assistere i familiari con grave disabilità, cosicché, come si scrive in una nota della FISH, «anziché incentivare la flessibilità lavorativa, il sostegno alle famiglie e le risposte a lavoratori che per decenni si dividono fra lavoro e assistenza, si erodono continuamente anche quei pochi benefìci raccolti in questi anni».

«La Commissione Bilancio – dichiara ancora Barbieri -, anziché preoccuparsi di calcolare e reperire il fabbisogno, che è minimo, per offrire una garanzia e un segnale, si è limitata ragionieristicamente a bocciare un emendamento positivo. A questo punto ci appelliamo con forza all’AulaParlamentare, dove ora il provvedimento tornerà, e al Governo perché questa assurdità e ingiustizia venga rimossa».
Da ricordare infine che nei giorni scorsi, oltre che informare e sollecitare i singoli Parlamentari, la FISH aveva chiesto anche il diretto intervento del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini, una richiesta, per ora, senza esito. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.


Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2013/10/25/permessi-e-pensioni-laula-e-il-governo-devono-rimediare/

29ott/130

IMU: ingiusto e miope penalizzare il Terzo Settore

25 ottobre 2013 @ 16:05

Realizzazione grafica di casa fatta con banconote ripiegateLa conversione in legge del Decreto Legge 102/13, avvenuta ieri mattina, 24 ottobre, al Senato, ha confermato la cancellazione della prima rata dell’IMU per le prime case e della seconda rata per il magazzino delle imprese di costruzione. Sul provvedimento, però, èquanto mai severo il giudizio del Forum Nazionale del Terzo Settore.
«La conversione del Decreto IMU in legge – dichiara infatti Pietro Barbieri, portavoce del Forum – è un segnale di scarsa attenzione al nostro mondo, alle attività che portiamo avanti, al ruolo prezioso che il Terzo Settore, nel suo complesso, dalle attività di assistenza e cura, alle mense sociali, ai dormitori, alla protezione civile, ma anche a tutto il variegato mondo dell’associazionismo della promozione sociale e culturale, svolge per le nostre comunità e per la tenuta della coesione sociale in tutto il Paese».

«Una misura come questa – prosegue Barbieri -, che mostra il perdurare dell’assenza di un intervento di fiscalità premiale per il non profit sull’IMU, creerà gravi problemi e difficoltà alle organizzazioni di Terzo Settore: infatti, molte Associazioni si troveranno di fronte alla scelta drammatica di cessare alcune attività, se non a chiudere del tutto».
E si tratta di una realtà quanto mai importante, come sottolinea il Portavoce del Forum, citando un po’ di dati: «In Italia parliamo di oltre 300.000 organizzazioni, con circa 700.000 lavoratori retribuiti e quasi 5 milioni di volontari. Un sistema che contribuisce al 5% del Prodotto Interno Lordo nazionale e che fornisce servizi fondamentali ai cittadini non può che essere considerato parte integrante del sistema produttivo italiano, cosicché, anche alla luce di queste cifre, penalizzare tanto fortemente il nostro settore è un’ingiustizia inammissibile e soprattutto una scelta miope da parte dello Stato, perché le risorse che riceverà dall’IMU saranno risibili rispetto ai numerosi benefìci sociali prodotti dalle attività rese dal non profit». (A.M. e S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it.

22ott/130

Bullismo, scuola responsabile per culpa in vigilando

Posted By Massimiliano De Conca On 18 ottobre 2013 @ 08:00 In GoogleNewsDallaRedazione,Scuola,Società |

La sezione decima civile del Tribunale di Milano ha emesso una sentenza (8081/13) con la quale condanna il MIUR a risarcire 10.000 euro per danni morali ad un adolescente vittima di episodi di bullismo avvenuti durante l’orario scolastico. L’intera notizia è riportata su Il Sole 24 ore (Diritto) [1].

Questo fenomeno di prevaricazione e disagio tocca fino a un bambino su tre. Il problema riguarda in particolare bambini e adolescenti nelle fasce di età comprese tra i 7-8 anni e i 14-16 anni, ossia scuole elementari e gli anni a cavallo tra le scuole medie inferiori e superiori, giovani ragazzi in età pre-adolescenziale ed adolescenziale.

La sentenza del Tribunale di Milano ha allargato il concetto di culpa in vigilando rendendo insufficiente anche lo stesso principio della prevenzione: “i precettori e coloro che insegnano un mestiere od una arte sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei loro allievi ed apprendisti nel tempo in cui sono sotto la loro vigilanza” (art. 2048 c.c. II co. del Codice Civile)

Là dove poi si tratti di docenti di una scuola pubblica, la responsabilità si estende alla pubblica amministrazione in virtù del principio organico ai sensi dell’art.28 della Costituzione che da una parte il principio della responsabilità in proprio dei pubblici dipendenti che agiscono quali organi della pubblica amministrazione, dall’altra la responsabilità della stessa pubblica amministrazione per gli atti illeciti da loro commessi e che ha natura diretta in virtù del cosiddetto rapporto organico che immedesima l’attività degli organi con quella dell’ente pubblico (cfr, tra altre, Cass. Sez. Un. 9.4.1973 n. 997).

E alla famiglia dell’aggressore cos’è successo? Sì, perché se è presente la culpa in vigilando, è altrettanto vera la culpa in educando, che non è a carico della Scuola.

Di quali valori si nutre il ‘bullo’? Li apprende soltanto a Scuola?

Forse anche di questo avrebbe dovuto ragionare il Tribunale di Milano.

Article printed from LeggiOggi: http://www.leggioggi.it

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[1] Il Sole 24 ore (Diritto)http://www.diritto24.ilsole24ore.com/civile/responsabilita/primiPiani/2013/10/bullismo----scuola-responsabile-se-non-attua-misure-preventive.html