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novembre « 2012 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
30nov/120

Parliamo di discriminazione con insegnanti e studenti

29 novembre 2012 @ 19:10

Sagomine di persone unite e sagomina di persona in carrozzina staccata dagli altriLa Settimana Nazionale contro la Violenza è un progetto dei Ministeri delle Pari Opportunità e dell’Istruzione – giunto quest’anno alla quarta edizione – nell’ambito del quale vengono realizzate attività di sensibilizzazione, informazione e formazione, destinate agli studenti, ai genitori e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, per affrontare i temi della violenza e della discriminazione.
L’obiettivo è quello di avviare un processo di conoscenza e riflessione sul tema della violenza e della discriminazione nei confronti del “diverso”, in relazione all’origine, all’appartenenza etnica o nazionale, all’orientamento sessuale e all’identità di genere, alla disabilità, all’età e alle convinzioni religiose o filosofiche.
I vari interventi sono curati da esperti e operatori che lavorano con alcune categorie di persone a forte rischio di violenza e discriminazione.

Tra i partecipanti all’iniziativa c’è anche la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che con i propri esperti elabora e realizza interventi sui temi della violenza e della discriminazione legata alla disabilità e partecipa ad attività realizzate congiuntamente con altre organizzazioni partecipanti.
In occasione, quindi, della prossima Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, il progetto intende offrire un’occasione di confronto e di approfondimento per studenti e insegnanti, su alcune questioni legate appunto alla discriminazione delle persone con disabilità.
L’incontro è in programma per lunedì 3 dicembreLodi (Aula Magna dell’ITIS Volta, Via Giovanni XXIII, 9, ore 10-13) e con il coordinamento di Matteo Schianchi, esperto della FISH, sarà aperto e introdotto da Marco De Giorgi, direttore dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali), seguìto dagli interventi di Silvana Cesani, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Lodi e di Mariano Peviani, assessore alla Cultura, all’Istruzione e ai Servizi Sociali della Provincia di Lodi.
Dopo la relazione di Daniela Martinenghi, presidente dell’ANFFAS di Crema (Associazione Nazionale Famiglie di persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), sul tema La diversità ha gli stessi diritti, è in programma la Visione della video-inchiesta Interviste su noi stessi: dal personale all’interpersonale, realizzata da Enzo Berardi, con interviste a cura di Silvia Maffei.
Un’ampia discussione con gli studenti e gli insegnanti concluderà l’incontro. (S.B.)

Per ulteriori informazioni: presidenza@fishonlus.it.


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15nov/120

Se la scuola ignora il Progetto Didattico Personalizzato(PEI)

di Salvatore Nocera*

14 novembre 2012 @ 16:13

Bimbo alla lavagan con aria corrucciataCon la Sentenza n. 1178 del 20 settembre scorso, il Tribunale Amministrativo regionale (TAR) della Liguria ha annullato la Delibera del Consiglio di Classe di una scuola che aveva bocciato un alunno con certificazione di DSA (disturbi specifici dell’apprendimento).
La scuola, dunque, aveva provveduto – appena ricevuta la certificazione – a predisporre – come impone l’articolo 10 del Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) 122/09 sulla valutazione del profitto e la Legge 170/10 sui disturbi specifici di apprendimento – un apposito Progetto Didattico Personalizzato, con l’indicazione delle misure compensative e dispensative da adottare nei confronti dell’alunno. A fine anno, però, il profitto dell’alunno stesso era stato valutato negativamente ed egli non era quindi stato ammesso alla frequenza della classe successiva.
A quel punto la famiglia ha impugnato tale valutazione, per violazione delle norme sopracitate, e nel corso della causa successiva – dopo avere acquisito la documentazione relativa allo svolgimento dell’anno scolastico e delle valutazioni – il TAR ligure ha rilevato che i singoli docenti non avevano per nulla rispettato il Progetto Didattico Personalizzato, predisposto all’inizio dell’anno. Conseguentemente, il Tribunale ha annullato la bocciatura e ordinato al Consiglio di Classe di ripetere la valutazione, applicando le misure compensative e dispensative previste in precedenza.

Va innanzitutto rilevata la correttezza adottata dal procedimento del TAR della Liguria, che non si è limitato ad annullare l’atto illegittimo – come purtroppo è avvenuto in altre Sentenze – ma ha anche indicato il percorso giuridico che la scuola deve seguire, ovvero la ripetizione della valutazione, rispettando le misure previste dalla legge. Ciò pone in evidenza l’importanza della formulazione e del rispetto del Progetto Didattico Personalizzato (PDP) per gli alunni con DSA, così come in altre decisioni, è stato evidenziato l’obbligo della scuola di rispettare il Piano Educativo Individualizzato (PEI) degli alunni certificati con disabilità.
Questo è un aspetto assai rilevante: infatti, troppo spesso i PDP ed i PEI vengono formulati con molta leggerezza e superficialità, talora ricopiando quelli dell’anno precedente, addirittura anche di alunni diversi, come se si trattasse di un mero adempimento burocratico, privo di qualunque valore didattico e giuridico. Proprio i Tribunali Amministrativi Regionali, invece, e specie in questi ultimi anni, ci stanno dicendo che così non deve essere, perché la formulazione del PDP o del PEI – che dovrebbe sempre essere effettuata, per legge, insieme alla famiglia – costituisce un vero e proprio contratto formativo in cui l’alunno e la sua famiglia assumono doveri e acquistano diritti nei confronti della scuola, che si obbliga a rispettarlo.
Ciò non significa, per altro, che basti la certificazione o la formulazione del PDP o del PEI perché l’alunno venga automaticamente promosso. Ogni studente, infatti, dovràcomunque dimostrare il profitto che riuscirà a realizzare, impegnandosi nell’attuazione del Progetto e se quest’ultimo verrà rispettato dalla scuola, ma non dall’alunno, mancando questi di impegnarsi secondo le sue capacità, egli verrà bocciato, come è stato sancito, ad esempio, da una recente decisione del TAR, che ha rigettato appunto il ricorso contro la bocciatura di un alunno con DSA, proprio a causa del suo scarso impegno nello studio, documentato dal Consiglio di classe.
D’altro canto, ciò significa anche che quando ad essere inadempiente è la scuola, l’alunno avrà diritto a far ripetere la valutazione, con le misure di tutela previste dalla normativa e solo al termine di questo riesame, egli potrà risultare promosso o bocciato, secondo ciò che riuscirà a dimostrare dei propri apprendimenti. Una dimostrazione, tuttavia, che quando si parla di un alunno con DSA, dovrà essere data tramite le misure compensative e dispensative previste nel suo PDP, e quando si parla di alunni con disabilità, tramite le prove equipollenti, i tempi più lunghi e l’assistenza, previsti dall’articolo 16, comma 3 della Legge 104/92 e dall’articolo 17, comma 1 dell’Ordinanza Ministeriale 41/12 sugli esami di maturità, applicabile a tutte le valutazioni delle scuole di ogni ordine e grado.

Da rilevare anche, in conclusione, che le conseguenze del mancato rispetto del PDP e del PEI, da parte della scuola, sono pure di tipo economico. Infatti, ad esempio nel caso della Sentenza del TAR Ligure, da cui abbiamo preso spunto, la scuola è stata condannata a pagare alla famiglia le spese di causa e l’Amministrazione potrebbe pertanto rivalersi sui docenti per “danno erariale”, poiché essa non sarebbe stata condannata a pagare, se essi avessero rispettato la normativa sui  diritti degli alunni con DSA. E un’annotazione del genere riteniamo di poter fare anche in casi analoghi riguardanti alunni con disabilità.

Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).


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7nov/120

Bocciate le nuove Tabelle di Invalidita’

6 novembre 2012 @ 18:22

Pollice recto«Ci auguriamo che questa stroncatura sia il punto di partenza di una riflessione più profonda sulle modalità di valutazione della disabilità, più funzionale all’inclusione sociale, alle pari opportunità e ai diritti di tanti Cittadini italiani. Ora la palla torna al ministro Balduzzi!».
È particolarmente soddisfatto il primo commento a caldo di Pietro Barbieri, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo che su proposta della deputata Margherita Miotto, la Commissione Affari Sociali della Camera, ha bocciato, praticamente all’unanimità, lo schema di Decreto con le nuove tabelle per la valutazione dell’invalidità civile (Schema di Decreto Ministeriale concernente l’approvazione delle nuove tabelle indicative delle percentuali di invalidità per le menomazioni e le malattie invalidanti, Atto della Camera n. 507), rinviandolo con parere negativo al Ministro della Salute.
«È esattamente quello che la FISH aveva chiesto durante l’audizione», aggiunge Barbieri, riferendosi alla recente audizione alla Camera – di cui avevamo dato ampia notizia – durante la quale la Federazione aveva ritenuto «inemendabile» quel testo, chiedendone appunto l’immediato ritiro.

Secondo la FISH, infatti, in quel documento era stata ravvisata «una patente violazione dei princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità – ratificata dall’Italia con la Legge 18/09 -, dal momento che ci si basava su una visionepuramente sanitaria, senza alcuna attenzione alle difficoltà e agli ostacoli all’inclusione e alle pari opportunità. Le nuove procedure, poi, a causa delle numerose ulteriori certificazioni specialistiche previste, avrebbero prodotto un aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del Cittadino. Una complicazione e un sovraccarico che mal si coniugano con le recenti tendenze alla semplificazione amministrativa e alla spending review».
Sempre la Federazione, infine, aveva contestato «la debolezza, l’inadeguatezza e l’arretratezza scientifica dello strumento di valutazione», senza che per altro lo schema di Decreto, «fornisse, incredibilmente, alcuna indicazione per la valutazione specifica degli atti quotidiani della vita, cioè del requisito principale per accedere all’indennità di accompagnamento, preferendo, su questo, lasciare carta bianca all’INPS». (S.B.)

Per ulteriori informazioni: ufficiostampa@fishonlus.it.


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