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aprile « 2012 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
28apr/120

Occupiamoci di quel M.O.S.T.R.O.

(di Giorgio Genta)
Ovvero del "Modulo Onnicomprensivo Sinergico alle Tecniche Riabilitative Olistiche", manufatto (nel senso letterale di "fatto a mano") realizzato da Giorgio Genta, di cui ci eravamo già occupati qualche tempo fa, presentandolo all'interno di una "nuova categoria di ausili", quelli cioè per "persone senza disabilità", da intendersi come genitori delle persone con gravissime disabilità i quali - con il passare dei decenni - vedono declinare le proprie energie fisiche. E siamo certi che l'ironia leggera con cui lo stesso Genta si occupa del M.O.S.T.R.O. aiuterà ancor di più a comprendere la serietà di tali questioni

Un'immagine del M.O.S.T.R.O. di Giorgio Genta
Un'immagine del M.O.S.T.R.O. di Giorgio GentaChe le cose più serie possano essere oggetto di ironia, è noto da tempo immemorabile. Qualche volta con apprezzabili risultati, talvolta meno.
Ironia, humour e satira spesso si rivolgono ad esempio verso i Palazzi del Potere e chi, a vario titolo, li abita. Nonché verso le costumanze di questi ultimi. Un piccolo esempio? La definizione del termine tesoretto. Detto vezzeggiativo, infatti, era tradizionalmente usato dalle madri per indicare i figli più piccoli, assieme alla variante "tesoruccio", assai usata dalle nonne verso i nipoti. Poi il termine arrivò in politica e venne ad indicare certe somme miracolosamente recuperate nei meandri dei bilanci degli enti e bramatissime da molti per nobili fini (ad esempio la riduzione delle tasse). Recentemente, invece, con tale dizione si è passati ad indicare un coacervo di beni di lusso - preferibilmente ori e diamanti, ma anche ville con vista sul patrimonio artistico nazionale - ammassati da amministratori e/o figure di spicco di partiti politici.
Risparmio poi ai Lettori l'esempio del termine "rimborso", in relazione ai signori di cui sopra...

Ma torniamo alle cose serie e cosa vi è di più serio e sacro della riabilitazione? Nulla. Eppure, con il dovuto rispetto, anche sulla riabilitazione si può fare dell'ironia, meglio se lieve.
A questo punto non sono certo che definire quanto segue come M.O.S.T.R.O. ne sia un esempio ben riuscito. Non tremino per altro i bimbi: non si tratta di Cerberi, Orchi o Idre, ma solo del Modulo Omnicomprensivo Sinergico alle Tecniche Riabilitative Olistiche, nato dall'esigenza di chi scrive di riunire - per mancanza di spazio e di forze fisiche - il lettino da fisioterapia e il piano di statica in un unico manufatto (nel significato più letterale possibile del termine, cioè "fatto a mano", come si è già potuto leggere su queste pagine all'articolo Quando passano gli anni ovvero ausili per persone... senza disabilità, disponibile cliccando qui) e  magari anche di ospitare materiale da cambio (pannolini, pannoloni, traverse, fazzolettini detergenti, tovaglioli vari, contenitori biancheria, ecc).
Il M.O.S.T.R.O. - in ossequio al suo acronimo - ha un aspetto davvero orribile. Alcuni malevoli vi trovano una sinistra rassomiglianza con tavoli da tortura medievali o persino con il tavolo tristemente noto, usato per il condannato all'iniezione letale in alcuni degli Stati Uniti.
Il M.O.S.T.R.O. in semplice «versione da fisioterapia», senza cioè gli appoggi laterali, per l'uso come piano di statica
Il M.O.S.T.R.O. in semplice «versione da fisioterapia», senza cioè gli appoggi laterali, per l'uso come piano di staticaTralasciando però le maldicenze, veniamo all'essenziale: assolve il M.O.S.T.R.O. alle funzioni per le quali è stato concepito? Gagliardamente, risponde l'autore. In sinergia infatti con l'elevatore a binario - ecco  da dove salta fuori il termine "sinergico"! - si trasporta Silvia dal letto al tavolo in versione "nuda", vale a dire con il solo materassino impermeabile sopra il ripiano di compensato e si procede all'igiene mattutina della ragazza. Quando è pronta, linda e abbigliata con tutina griffata, la si solleva di circa 30 centimetri, si pone sotto di lei il materassino antidecubito e si procede con i 45 minuti di fisioterapia, terminata la quale la si risolleva, si toglie il materassino antidecubito, la si riposiziona sul tavolo, si sistemano le spinte laterali di contenimento, il poggiapiedi, il poggiatesta e oplà, con un sano sforzo di sollevamento sulle cerniere, si pone il tutto (Silvia compresa) in posizione quasi verticale.

L'autore è conscio - scrivendo a suo tempo a vanvera - di avere promesso lumi sul meccanismo motorizzatoche avrebbe dovuto svolgere la verticalizzazione "a sforzo zero": ebbene, fu un terribile eccesso di ottimismo! A tutt'oggi, infatti, sono naufragati miseramente i tentativi fatti con pistoni a gas, motori elettrici e con una piccola centrale nucleare a plutonio (soluzione non tanto ecologista): forse i macchinari avrebbero anche funzionato, ma al prezzo, davvero insostenibile, di eliminare i tre ripiani sottostanti al tavolo, utilissimi per riporvi ogni cosa.
E quindi il movimento avviene ancora "a trazione animale" e il sottoscritto - a mo' di mulo che fa girare la macina - ne è il fornitore!

Ultimo aggiornamento (venerdì 27 aprile 2012 10:34)
28apr/120

Le effettive esigenze degli alunni con disabilita’ e il Consiglio di Stato

(di Salvatore Nocera*)
È sempre bene ribadirlo con forza: le «effettive esigenze» di ogni alunno con disabilità che la scuola si impegna a integrare nella classe sono costituite dalla presa in carico del progetto di integrazione da parte di tutti i docenti curricolari, aiutati dal docente per il sostegno. Fino a quando, però, il Ministero non aumenterà sensibilmente i crediti formativi per i futuri docenti di scuola superiore e non concorderà con i Sindacati l'obbligo di formazione in servizio, decisioni come quella recente Ordinanza del Consiglio di Stato, che attribuiscono le ore di sostegno per tutta la durata dell'anno scolastico, sono destinate a moltiplicarsi, con un notevole aggravio a carico dell'erario - anche tenendo conto delle spese di soccombenza dell'Amministrazione - e con quello che si potrebbe definire come un "crescente imbastardimento" degli stessi princìpi pedagogici dell'integrazione scolastica

Bimbo alla lavagna con aria corrucciata
Il Consiglio di Stato ha depositato il 14 aprile scorso l'Ordinanza Sospensiva n. 1390, accogliendo l'appello dei genitori di una bimba con disabilità, contro una precedente Ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) dell'Abruzzo che aveva negato il massimo delle ore di sostegno richieste.
Detto innanzitutto che questa è un'Ordinanza non una Sentenza - come invece qualcuno aveva frettolosamente affermato - va rilevato che le decisioni tramite le quali vengono attribuite le ore di sostegno per tutta la durata dell'orario scolastico non sono infrequenti e questa non è certamente la prima.
Anche la nota Sentenza 80/10 della Corte Costituzionale, del resto, nel proclamare il principio costituzionale che agli alunni certificati con gravità debba essere dato un numero di ore superiori alla media, aveva ammesso in via di principio che in taluni casi la gravità possa richiedere la presenza di un docente per il sostegno per tutta la durata dell'orario scolastico.
Il ragionamento di tutti i Magistrati che già dagli Anni Novanta si sono pronunciati in questo modo parte dal presupposto fondamentale che  le ore di sostegno debbano essere assegnate «sulla base delle effettive esigenze dell'alunno». Ora, però, stando alla pedagogia e alla cultura dell'integrazione scolastica, le «effettive esigenze» sono quelle di essereintegrati con i compagni e nei programmi della classe e tale compito è di tutti i docenti curricolari della classe, che però debbono avvalersi del sostegno di un docente specializzato. Questo significa che docenti degli alunni con disabilità sono tutti i docenti della classe, i quali si avvalgono della collaborazione di un insegnante specializzato, che non dev'essere necessariamente presente per tutta la durata dell'orario scolastico.

Nella scuola superiore, è invalso - sulla base di un'erronea interpretazione operata dal Ministero dell'articolo 13, comma 5 della Legge 104/92 - l'orientamento amministrativo di assegnare docenti per il sostegno che siano laureati o abilitati in una delle seguenti quattro aree disciplinari: linguisticascientificatecnologicapsicomotoria; è da tener presente, inoltre, che ad esempio nell'area tecnologica confluiscono oltre centotrenta indirizzi di studio, talora lontanissimi tra loro. E quindi, il Consiglio di Stato - in via provvisoria - ha stabilito che debbano essere assegnate ore di sostegno con docenti specializzati per ogni disciplina di insegnamento e per tutta la durata settimanale dello stesso.
Ebbene, se le «effettive esigenze» fossero prioritariamente quelle di avere il docente specializzato in ogni area disciplinare, la decisione sarebbe condivisibile. E tuttavia, come si è detto, le «effettive esigenze» di ogni alunno con disabilità che la scuola si impegna a integrare nella classe sono costituite dalla presa in carico del progetto di integrazione da parte di tutti i docenti curricolari, aiutati dal docente per il sostegno.
Purtroppo, però, l'Amministrazione Scolastica non è in grado di dimostrare che tutti i docenti della classe possono prendersi in carico il progetto di integrazione, poiché nessuna norma prevede per loro l'obbligo di un'accettabile formazione iniziale e in servizio sulle tematiche della didattica dell'integrazione scolastica. Conseguentemente, il Consiglio di Stato e altri organi giurisdizionali hanno più volte deciso che ci debbano essere ore di sostegno per tutta la durata dell'orario scolastico, un orientamento, questo, che è la totale negazione dei principii dell'integrazione scolastica, affermatisi fin dai suoi inizi generalizzati, alla fine degli Anni Sessanta.

Chi scrive era un gravissimo ipovedente che al tempo della sua scolarizzazione, negli Anni Cinquanta, non si era avvalso di alcun docente per il sostegno, figura ancora di là da venire. E tuttavia potei integrarmi grazie all'impegno dei miei docenti curricolari e dei compagni, che mi aiutavano a capire ciò che gli insegnanti scrivevano alla lavagna, mi prendevano gli appunti e venivano anche a fare i compiti con me nel pomeriggio.
Ora, con il Decreto 249/10, il Ministero ha finalmente stabilito che la formazione iniziale dei futuri docenti curricolari debba prevedere pure aspetti di didattica per l'integrazione; e tuttavia, mentre ha previsto 31 crediti formativi universitari per i futuri docenti di scuola dell'infanzia e primaria, per quelli di scuola secondaria si parla di appena 6 crediti formativi. Nulla poi prevedono i Contratti Collettivi circa l'obbligo di formazione in servizio su questi temi.
Di conseguenza, sino a quando il Ministero non aumenterà sensibilmente i crediti formativi per i futuri docenti di scuola superiore e non concorderà con i Sindacati l'obbligo di fomazione in servizio, decisioni come quest'ultima del Consiglio di Stato si moltiplicheranno, con un notevole aggravio a carico dell'erario - anche tenendo conto delle spese di soccombenza dell'Amministrazione - e con quello che si potrebbe definire come un "crescente imbastardimento" dei princìpi pedagogici dell'integrazione scolastica.

*Vicepresidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).

Ultimo aggiornamento (venerdì 27 aprile 2012 18:30)
25apr/120

Alla fine di quest’anno dovranno essere 800.000 le verifiche straordinarie

Avviato infatti dall'INPS nel 2009, dovrà concludersi entro la fine di quest'anno il massiccio piano di verifiche straordinarie sulla permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Un recente Messaggio dell'INPS ne fissa i criteri, ai quali il Servizio HandyLex.org dedica un ampio approfondimento, trattando più in generale l'intera materia dei controlli e delle verifiche

Persona entra in una sede dell'INPS
Si concludera con il 2012 il massiccio piano di verifiche straordinarie sulla permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità. Al termine dunque di quest'anno, le posizioni controllate nell'ambito di quel piano avviato tre anni fa dovranno essere 800.000 (200.000 nel 2009, 100.000 nel 2010, 250.000 sia per il 2011 che per il 2012).

Con il proprio Messaggio n. 6796 del 19 aprile scorso, l'INPS ha definito le modalità di campionamento delle 250.000 persone da sottoporre a verifica nel corso di quest'anno. Il campione sarà estratto esattamente fra:
- gli invalidi titolari di provvidenze economiche in scadenza prima della fine dell'anno (esclusi quelli per cui la scadenza è prevista nei due mesi successivi al citato Messaggio, ovvero entro il 19 giugno). Non viene fissato alcun limite di età;
- i titolari di indennità di accompagnamento (ciechi e invalidi) e di comunicazione, ma solo di età compresa fra i 18 e i 67 anni compiuti;
- i titolari di assegno mensile di assistenza (invalidi parziali), ma solo di età compresa fra i 40 e i 60 anni.

Alla questione il Servizio HandyLex.org dedica un'ampia analisi - della quale raccomandiamo senz'altro la lettura -, con ulteriori approfondimenti sempre riguardanti il tema dei controlli e delle verifiche. (S.B.)

Ricordiamo ancora che l'approfondimento del Servizio HandyLex.org da noi citato è raggiungibile cliccando qui. Sulle questioni trattate nel presente testo, suggeriamo anche la lettura - sempre nel nostro sito - di: Falsi dati e veri invalidi (di Carlo Giacobini, cliccare qui).
Ultimo aggiornamento (martedì 24 aprile 2012 12:03)