Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: std in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: std in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: id in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: std in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\themes\lightword\functions.php on line 323

Notice: Undefined index: na in D:\inetpub\webs\aixtudit\ita\wp-content\plugins\newsletter\plugin.php on line 674
ottobre « 2011 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
24ott/110

Alunni con disabilita’ e sostegno. Un altro caso a Morbegno

17/10/2011
Alunni con disabilità e sostegno. Un altro caso a Morbegno

Malessere in tutta la provincia di Sondrio per l’incresciosa situazione scolastica creatasi. Gravi problematicità stanno mettendo a rischio il diritto allo studio per le persone con disabilità.

Insostenibile la situazione denunciata dalla FAD di Sondrio (Federazione di Associazioni per Disabili della Provincia di Sondrio associata a LEDHA) e dai genitori del liceo artistico di Morbegno all'Ufficio Scolastico Provinciale.
L'ultimo caso, purtroppo non il solo in Italia, riguarda Giulia, bambina con disabilità sin dalla nascita, alla quale è stato negato il diritto ad avere un assistente scolastico a tempo pieno, negandole di conseguenza la possibilità di andare a scuola e di costruire una concreta speranza di futuro.
"Il caso di Giulia è emblematico di tutti gli altri casi - commenta Vanni Seletti, Presidente FAD - sino alle medie inferiori la copertura, che era piena, è stata ridotta a 6 ore. E per questo non vi sono giustificazioni, visto che la richiesta dei rispettivi gruppi di lavoro era la conferma dei bisogni rilevati e riconosciuti negli anni passati. Eppure sia a livello nazionale sia a livello regionale, si continua a ripetere che gli insegnanti di sostegno sono aumentati dappertutto dove ci sia la necessità".
Si legge infatti nella lettera aperta inviata al dott. Colosio, Direttore dell'Ufficio Scolastico della Regione Lombardia, "Nella nostra Provincia sono circa 25 le posizioni scoperte e riguardano 15 istituti: per essere una piccola provincia, data anche la sua conformazione geografica, ci pare un dato alquanto preoccupante. Abbiamo già denunciato questa situazione per mettere tutti a conoscenza di un venire meno a un diritto sancito dalla nostra Costituzione, il diritto allo studio. La carenza degli insegnanti di sostegno non solo mette in forse questo diritto ma crea disagio e sofferenza nei nostri ragazzi e nelle nostre famiglie e noi non possiamo tollerarlo. Per questo faremo tutto quanto è nelle nostre possibilità perché questa situazione venga al più presto superata".
Le risposte fino ad ora pervenute non sono soddisfacenti: nessuna ulteriore organico di sostegno è stato assegnato in provincia di Sondrio nonostante i casi scoperti siano rilevanti per una piccola realtà come quella della provincia di Sondrio.
"Ovviamente non ci fermeremo davanti a questa risposta e in questo momento stiamo raccogliendo le firme di tutti i genitori e docenti per andare personalmente a consegnare tutta la documentazione in nostro possesso al Direttore Generale scolastico della Regione dott. Colosio - spiega Vanni Seletti - Ovviamente nella delegazione sarà presente la F.A.D., nella mia persona in qualità di presidente, oltre ai genitori e a Giulia, che vorrebbe chiedere direttamente perché la mettono in condizione di non poter frequentare la scuola dell'obbligo.
Ci stiamo predisponendo per dare seguito a questo evento, in caso di risposte negative o non soddisfacenti, con una denuncia su tutti i mezzi di informazione compreso la televisione che abbiamo già allertato, ovviamente non viene esclusa l'azione legale nel qual caso ci rivolgeremo a LEDHA".
Casi come questo sono purtroppo tantissimi in tutta Italia. Situazioni che mettono seriamente a rischio il diritto all'integrazione scolastica. In LEDHA ogni giorno pervengono tantissime segnalazioni rispetto a riduzioni drastiche di ore di sostegno, classi sovraffollate, più allievi con disabilità anche grave nella stessa classe, mancata continuità didattica di insegnanti curricolari e di sostegno, cronica carenza di insegnanti specializzati, carenza di specializzazione .
LEDHA e le associazioni ed i coordinamenti ad essa associati continuano l'impegno per combattere l'incresciosa situazione del sistema scolastico e si augurano che la situazione migliori nel più breve tempo possibile.

 Ledha Via Livigno, 2 - 20158 Milano :: tel. 02 6570425 :: info@ledha.it
Realizzato da Head&Hands & MediaDesign

20ott/110

Assistenza specialistica: «stangato» il Comune di Palermo

C'erano voluti infatti circa quattro mesi, lo scorso anno, per attivare il servizio di assistenza all'autonomia e alla comunicazione ad alcuni alunni con disabilità e il Comune di Palermo si era giustificato con le «difficoltà incontrate nel reperimento delle risorse finanziarie e nell'affidamento del servizio». Ma oggi invece il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia parla di «negligenza dell'Amministrazione» e condanna lo stesso Comune al risarcimento del danno esistenziale subìto da quei minori con disabilità
Già nel dicembre del 2010 il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) della Sicilia (sede di Palermo) aveva prodotto numerose Ordinanze, accogliendo i ricorsi dei genitori di altrettanti minori affetti da sindrome autistica e decretando che il Comune di Palermo assegnasse loro gli assistenti per l'autonomia e la comunicazione. E tuttavia, lo stesso Comune di Palermo aveva provveduto solo circa quattro mesi dopo ad attivare tale servizio.
Pertanto, come ci informa oggi l'Associazione Nuove Ali di Agrigento, i genitori di quelle persone con disabilità - difesi dall'avvocato Giuseppe Impiduglia - hanno chiesto ancora al TAR della Sicilia il risarcimento del danno esistenziale subìto dai minori, per effetto della tardiva attivazione del servizio.

«Il Comune di Palermo - spiega Giovanna Librici, vicepresidente di Nuove Ali - si è difeso in giudizio asserendo che il ritardo nell'attivazione del servizio era da imputare "alle difficoltà incontrate nel reperimento delle risorse finanziarie e nell'affidamento del servizio". Il Giudice Amministrativo, però, ha accolto la domanda risarcitoria e ha condannato il Comune palermitano a pagare "a titolo di danno esistenziale, la somma di euro 2.200, per ciascun bambino", oltre alle spese di giudizio liquidate "in complessivi euro 2.000 oltre accessori di legge».
Da notare soprattutto che il TAR ha ritenuto che «lo stanziamento di risorse insufficienti ed il ritardo nell'attivazione delle procedure di affidamento del servizio (di assistenza specialistica) sono riconducibili a negligenza dell'Amministrazione [grassetto nostro nella citazione, N.d.R.]».

«L'Associazione Nuove Ali - commenta Librici - auspica a questo punto che tali importanti pronunce inducano i Comuni Siciliani ad adoperarsi tempestivamente per contribuire al percorso di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, fornendo assistenti specializzati i quali, in collaborazione con gli insegnanti di sostegno, rendano possibile l'effettivo esercizio del diritto allo studio». (S.B.)

Le Sentenze del TAR della Sicilia (sede di Palermo) relative a quanto riferito nel presente testo e depositate il 13 ottobre scorso, sono disponibili cliccando qui e qui.
Sul tema dell'assistenza all'autonomia e alla comunicazione, suggeriamo anche la lettura dell'ampio approfondimento curato qualche tempo fa per il nostro sito da Francesco Marcellino, disponibile cliccando qui.

Ultimo aggiornamento (Wednesday 19 October 2011 11:15)
15ott/110

E la Corte dei Conti boccia la riforma dell’assistenza

«Il mancato rifinanziamento del fondo per le autosufficienze, la riduzione degli stanziamenti per il fondo politiche sociali e per la politica abitativa hanno già sensibilmente inciso sul quadro degli interventi in ambito locale»: a dirlo, questa volta, non è la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap), che lo fa da parecchio tempo, ma la Corte dei Conti, ovvero il massimo organo di giurisdizione contabile che, nello stroncare sonoramente il recente Disegno di Legge Delega di Riforma Fiscale e Assistenziale presentato dal Governo, sottolinea anche come sia assai «poco praticabile l'applicazione di limiti reddituali e patrimoniali per la concessione dell'indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità»

Magistrati della Corte dei Conti
Magistrati della Corte dei Conti«Per una volta la FISH non ha nulla da aggiungere, salvo esprimere la soddisfazione di leggere motivazioni che da anni sosteniamo, espresse questa volta dal massimo organo di giurisdizione contabile»: è il commento di Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap, al Parere espresso in un'articolata Delibera dalla Corte dei Conti, interpellata dalla Commissione Finanze della Camera sul Disegno di Legge Delega di Riforma Fiscale e Assistenziale (n. 4566), al vaglio in questi giorni.

Come leggiamo in una nota della FISH, prodotta subito dopo la diffusione del Parere della Corte dei Conti e mirata essenzialmente alla delega assistenziale, «questa è certamente una sonora stroncatura. Secondo la Corte, infatti, più che una riforma, quella proposta è un obiettivo di risparmio e di taglio dagli esiti incerti e dagli effetti imponderabili».
«Nella spesa sociale - prosegue il comunicato della Federazione - ci sarebbe ben poco da risparmiare, essendo l'ammontare complessivo attestato sui 30 miliardi, 40 se si considerano anche alcune prestazioni previdenziali come la reversibilità. Poco praticabile sarebbe poi anche l'applicazione di limiti reddituali e patrimoniali per la concessione dell'indennità di accompagnamento e delle pensioni di invalidità».
Su queste ultime prestazioni monetarie (indennità di accompagnamento e pensioni di invalidità, appunto), la Corte dei Conti annota testualmente come esse facciano parte di «una politica "nascosta" di contrasto alla povertà, compensativa di un'offerta di servizi non sempre adeguata e uniformemente distribuita sul territorio [grassetto nostro, N.d.R.]».
C'è inoltre un chiaro invito alla prudenza, nel momento in cui viene sottolineata la necessità di valutare con attenzione il rischio che il risparmio ottenuto si ripresenti come esigenza di servizi adeguati a una prevedibile impennata del fenomeno della non-autosufficienza.

«Osservazioni molto critiche - si legge poi nella nota della FISH - vanno registrate anche sul "Fondo per l’indennità sussidiaria" che, come prevede il Disegno di Legge, dovrebbe essere ripartito fra le Regioni con "standard definiti in base alla popolazione residente e al tasso d’invecchiamento della stessa nonché a fattori ambientali specifici". Secondo la Corte, infatti, il contingentamento della spesa per l'indennità di accompagnamento ribalta sulle Regioni l'onere di compensare tutte le esigenze assistenziali e di sostegno che si presenteranno in futuro».

Dopo ulteriori critiche si giunge infine alla questione dei Livelli Essenziali di Assistenza. Il fatto cioè che essi non siano ancora stati definiti, rischia, secondo la Corte dei Conti, di portare a un'ulteriore compressione delle politiche a sostegno dei non autosufficienti.
Particolarmente significativa, in tal senso, è l'analisi che viene proposta in riferimento alla storia più recente. La Corte rammenta infatti come gli interventi di assistenza abbiano subito, negli ultimi anni, rilevanti tagli e dichiara che «il mancato rifinanziamento del fondo per le autosufficienze, la riduzione degli stanziamenti per il fondo politiche sociali e per la politica abitativa hanno già sensibilmente inciso sul quadro degli interventi in ambito locale». (S.B.)

Ultimo aggiornamento (giovedì 13 ottobre 2011 10:42)