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agosto « 2011 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
31ago/110

Come non tagliare i costi della politica

Secondo l'organizzazione Cittadinanzattiva, infatti, che allarga la propria riflessione anche alla riduzione delle Province, «continuare a ventilare un percorso lungo e tortuoso come quello delle riforme costituzionali, per dimezzare il numero dei parlamentari è semplicemente voler continuare a rimandare, e di fatto ad affossare, le riforme che i Cittadini tanto auspicano»
Dito puntato in primo piano. Sullo sfondo un viso di uomo sfuocato
«È davvero scandaloso che in questi ultimi giorni si torni a parlare di riforme costituzionali per dimezzare il numero dei parlamentari o per ridurre il numero delle Province»: lo dichiara in una nota Antonio Gaudioso, vicesegretario generale dell'organizzazione Cittadinanzattiva, rispetto alle novità che emergono in sede di Manovra Finanziaria Correttiva.
«Perché si continua a ventilare un percorso lungo e tortuoso - prosegue Gaudioso - come quello dell'iter costituzionale, per realizzare finalmente il taglio dei costi della politica? L'unica risposta che abbiamo è che si vuole continuare a rimandare e quindi ad affossare di fatto le riforme che i Cittadini tanto auspicano. D'altra parte, quando in passato i partiti hanno voluto modificare una legge fondamentale per l'effettività del diritto di voto dei cittadini, come la legge elettorale - proprio quella che oggi fa del Parlamento un'assemblea di "nominati" - l'hanno fatto in una notte. Perché non usare oggi la stessa rapidità? E ancora: possiamo davvero ritenere che i parlamentari attualmente in carica si rendano disponibili a tagliare da soli il "ramo" sul quale stanno seduti, decidendo fin da adesso per legge che al prossimo turno elettorale non potranno più essere eletti?».
«Alla luce di queste semplici domande - conclude l'esponente di Cittadinanzattiva - ci pare chiaro l'estremo tentativo del Governo, in primo luogo, e della classe politica in generale, di rimandare e non affrontare la questione. Una cosa simile è già avvenuta a proposito delle liberalizzazioni, quando si cercò di dare alla Costituzione responsabilità che la Costituzione non poteva avere e che erano tutte della politica, incapace di decidere e di adottare misure rapide e concrete». (S.B.)

I recapiti dell'Ufficio Stampa di Cittadinanzattiva sono: tel. 06 36718302-408-351, stampa@cittadinanzattiva.it.

Ultimo aggiornamento (Wednesday 31 August 2011 12:09)
31ago/110

Caro Ministro, forse non ha letto bene la Costituzione…

(di Domenico Gramazio*)
«Caro Ministro Calderoli - scrive Domenico Gramazio - vuole agganciare l'attribuzione dell'indennità di accompagnamento al reddito? Bene! Deve però conteggiare esattamente quanto reddito occorre per un disabile, considerare quanto serve per pagare una persona ventiquattr'ore al giorno senza interruzione di continuità, verificare quanto reddito è necessario per i trasferimenti di cura nei vari Istituti e anche le spese di alloggio e di vitto per le persone che accompagnano. Aggiunga poi anche quello che occorre per la vita "ordinaria" e il conto è presto fatto»!
Il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli
Il ministro per la Semplificazione Normativa Roberto CalderoliCaro Ministro della Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, leggo spesso in questi ultimi giorni che, con insistenza, vuole riordinare il comparto che riguarda l'attribuzione delle pensioni di invalidità civile e l'indennità di accompagnamento. Niente da eccepire. Intende eliminare le false invalidità e colpire i "furbi"? Niente da eccepire, anzi muovetevi!
Mi sto per altro accorgendo che trovare le risorse per questa "Manovra-Bis" 2011 vi è molto difficile; vedo infatti che non appena vengono interessate le vostre lobby e i vostri interessi, si erigono barricate; devo constatare che non appena vengono nominati gli ordini professionali, per la loro soppressione, le categorie interessate presenti in Parlamento bocciano ogni possibile provvedimento. Mi rendo anche conto che vi sembra quanto mai difficile ridurre i costi della politica. Non pensate mai a dimezzare i parlamentari e gli emolumenti percepiti e a farlo già da questa Legislatura: i soldi però servirebbero ora...
Ma avete mai riflettuto sul fatto che gli stipendi medi degli italiani sono sotto la media europea, mentre quelli dei parlamentari sono i più alti d'Europa?

Eppure sapremmo tutti dove prelevare quello che ci serve, a cominciare dalla lotta all'evasione, per finire con quelli che pagano troppo poche tasse, passando per l'eliminazione dei privilegi.
E invece chi si vuole colpire? Chi già sta pagando in termini di disabilità, chi conta poco, chi non ha lobby, chi non può alzare la voce, chi non vede oppure è allettato, chi non può venire in Piazza Montecitorio in quanto non deambulante, chi pur percependo l'indennità di accompagnamento, non può essere accompagnato, perché quella somma serve solo per quattro giorni al mese e solo per essere accompagnati, non per altre spese, anche molto onerose, che occorrono a un disabile.

Caro Calderoli, forse non ha letto la Costituzione Italiana, all'articolo che riguarda la vita dignitosa che ogni cittadino ha il diritto di vivere... Vuole agganciare l'attribuzione dell'indennità di accompagnamento al reddito? Bene! Deve però conteggiare esattamente quanto reddito occorre per un disabile, considerare quanto serve per pagare una persona ventiquattr'ore al giorno senza interruzione di continuità, verificare quanto reddito è necessario per i trasferimenti di cura nei vari Istituti e anche le spese di alloggio e di vitto per le persone che accompagnano. E non è tutto, aggiunga anche quello che occorre per la vita "ordinaria" e il conto è presto fatto.

Caro Calderoli, le ricordo che quella piccola indennità [487,39 euro al mese, N.d.R.] viene erogata in quanto lo Stato non è in grado di dare l'assistenza completa al Cittadino italiano disabile e che tale assistenza è prevista dai Livelli Essenziali di Assistenza. Inoltre, se vuole considerare il limite di reddito per l'indennità di accompagnamento, per analogia penserà anche di far pagare i ricoveri negli ospedali pubblici a quelli che come lei hanno un reddito elevato?

*Cittadino con disabilità.

Sui temi trattati nel presente testo, suggeriamo anche la lettura - nel nostro sito - di: Quella sciagurata ipotesi del ministro Calderoli (cliccare qui), Non c'è più limite al peggio (di Franco Bomprezzi, cliccare qui) e Gli emendamenti alla «Manovra-Bis» delle Federazioni FISH e FAND (cliccare qui).

Ultimo aggiornamento (Tuesday 30 August 2011 15:22)
29ago/110

Tre domande e otto minuti: suo figlio non e’ piu’ grave!

Un caso tra molti, ma certamente uno dei più eclatanti, su «quanta sia nel nostro Paese la faciloneria - come viene commentato dal portale Autismo Parliamone, che ci ha segnalato la vicenda - con cui si cercano di combattere i falsi invalidi, colpendo di sana pianta quelli veri». Il nostro titolo parla da sé: tre medici, un funzionario pubblico, tre domande e otto minuti di visita, dopo i quali quel ragazzo autistico di 10 anni "non è più grave"! E così, rischia di saltare anche quell'unico aiuto proveniente dalle Istituzioni, assegnato alla famiglia, ironia della sorte, "per la gravità del caso": 1.100 euro all'anno!

Immagine in bianco e nero di ragazzo fotografato di spalle che guarda fuori da una finestra
Tre medici e un funzionario pubblico, tre domande e otto minuti di visita. Il responso? «Suo figlio autistico di 10 anni non è più grave!». A segnalarci la vicenda è lo staff di Autismo Parliamone, portale realizzato e gestito da genitori di bambini autistici, che non sono intenzionati ad arrendersi alla malattia dei loro figli.
Pochi i commenti da spendere. Ci basta condividere l'amara riflessione di Autismo Parliamone («Con quanta faciloneria nel nostro Paese si cercano di combattere i falsi invalidi, colpendo di sana pianta quelli veri») e naturalmente dare spazio ai brani più significativi della lettera con cui il papà del ragazzo, marchigiano di Fano (Pesaro-Urbino), ha denunciato l'accaduto.

«Una passaggiata in auto di 20 minuti, parcheggi e ti rechi in un edificio pubblico dell'ASUR territoriale [Azienda Sanitaria Unica Regionale, N.d.R.], l'Ufficio della Prevenzione e Igiene. Non c'è praticamente nessuno, appuntamento alle 8,30 del mattino. Siamo noi due, i genitori, e Alessio, nostro figlio autistico di 10 anni. Un ragazzo bravissimo, intelligente, robusto... sa parlare, sa cantare, sa l'inglese, conosce l'informatica, è bravo a scuola. Molto bello. Tutti vorrebbero un figlio così. Già, noi genitori ne siamo innamorati e ne siamo orgogliosi, come siamo orgogliosi di avere sacrificato sette anni della nostra vita, il nostro lavoro, tutto ciò che avevamo, pur di farlo migliorare, pur di garantirgli una minore dipendenza dal "prossimo adulto" (anche considerato che visto il veloce degrado della società, di "prossimi adulti" che potranno sostituirsi a noi per garantirgli una sufficiente e dignitosa vita futura, ne vediamo ben pochi all'orizzonte...).
Ora non ho voglia di entrare nel merito della disabilità. Chi ha voglia di informarsi di cosa sia l'autismo, di come si affronta, di come si combatte, sa benissimo di cosa parliamo. Chi ha desiderio di informarsi di quanto sia grave e disabilitante per il soggetto colpito e per i suoi familiari, potrà farlo semplicemente leggendo qualche testimonianza da parte delle famiglie o delle persone serie che queste ultime incontrano.
Chi ha desiderio (o capacità) di misurare la gravità, dovrà invece fare la grande cortesia di informare per bene anche noi genitori, visto che noi sappiamo solo una cosa: il nostro percorso ha permesso ad Alessio di non essere violento, di essere più "gestibile", intelligente, di sperare in un futuro milgiore. Ma la strada è ancora lunga. Non esistono cure, ma trattamenti terapeutici portati avanti da coloro che ne hanno le possibilità economiche, come testimoniato in documenti ufficiali anche dai medici di riferimento del Centro Autismo della Regione Marche di Fano.
Le uniche attività che possiamo permetterci per Alessio sono quelle di socializzazione che conduciamo faticosamente noi, rubando il tempo al lavoro e alle nostre passioni e hobby (siamo persone normali e avremmo voluto averne anche noi, come tutti gli altri Cittadini). Cerchiamo inoltre di dare al ragazzo gli strumenti necessari per coltivare le sue, di passioni, che, insieme alla scuola e agli operatori sociosanitari - pochi e disarmati -, vengono utilizzate anche come ausilio di trattamento.
Non abbiamo assistenza particolare se non qualche ora settimanale per portare Ale a comprare un gelato o a fare un giro in bicicletta ai giardinetti. Non abbiamo mai avuto particolari agevolazioni, non abbiamo mai acquistato un ausilio con i soldi dell'ASUR. Né abbiamo particolari agevolazioni dalla Legge 104: pochissime le giornate sfruttate in sette anni, diciamo il 2 o 3 % dei giorni sacrificati al lavoro, in tutto una trentina di giornate rimborsate a 50 euro ciascuna; poi un permesso straordinario goduto dalla mamma pochi mesi fa, più per il fatto che l'altro nostro figlio - nato in situazione di difficoltà, visto che soffre per le attenzioni particolari che nota verso il fratello - ha avuto per oltre cinque mesi gravi problemi di salute: 500 euro al mese in tutto, per sei mesi. Non male come aiuto da parte dello Stato in sette anni...
Una cosa avevamo, documentata anche da una sorta di denuncia "epistolare" da me rivolta ai vari servizi qualche anno fa. Alla mia domanda di aiuti per il rimborso delle spese sostenute per curare nostro figlio, la Regione e il Comune mi avevano risposto che dovevamo "accontentarci dei tanti aiuti continuativi" che già ci venivano erogati. Addirittura il funzionario della Regione Marche mi parlò di una serie di iniziative e di corsi di formazione per le quali la Regione spendeva tanti fondi, ma nulla di tutto questo veniva utilizzato da Alessio, se non qualche sporadica visita ogni quattro  o cinque mesi, nei primi anni di cura, al Centro di Fano.
Insomma, un assegno "per la gravità del caso" di circa 1.100 euro all'anno, questo avevamo! E grazie a tale "consistente" contributo, ogni nostra richiesta di intervento serio veniva a cadere, visto che eravamo ritenuti dei "privilegiati"...».

La storia di Emanuele, il papà di Alessio, continua con il racconto delle numerose difficoltà economiche della sua famiglia, comuni, purtroppo, a quelle di tante altre famiglie italiane, in questi "particolari" anni di crisi. E ora, per quel figlio con autismo, che dopo otto minuti di visita è stato dichiarato "non più grave", salteranno anche quei 1.100 euro all'anno...
Emanuele conclude la sua accorata denuncia affermando che «stavolta non intende fermarsi di fronte a nulla». La visibilità che abbiamo voluto dare alla sua vicenda - quasi un "caso-simbolo" delle crescenti situazioni di grave disagio che vivono nel nostro Paese le persone con disabilità e le loro famiglie e che quotidianamente denunciamo - coincide con il nostro totale sostegno a lui e a tutti coloro che si trovano in situazioni analoghe, con l'auspicio che dare sempre più forza a queste voci contribuisca anche a superare il difficile momento attuale, oltrechè, naturalmente, a far risolvere i singoli casi nel miglior modo possibile. (S.B.)

Ultimo aggiornamento (venerdì 26 agosto 2011 13:13)