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ottobre « 2010 « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
29ott/106

La percezione e la stima della disabilita’: un’indagine del Censis

Pur basandosi sulle dichiarazioni di una serie di persone intervistate telefonicamente e fornendo quindi per lo più una percezione soggettiva della disabilità, resta in ogni caso utile e importante la ricerca condotta dal Censis e presentata nei giorni scorsi, che tra falsi miti e luoghi comuni persistenti, tra lacune, ignoranze e distorsioni, racconta come la disabilità "faccia ancora paura" alla maggioranza degli italiani
Carrozzina in fondo a una scala a chiocciola
Sarebbero 4 milioni e 100.000 le persone con disabilità che vivono in Italia, pari al 6,7% della popolazione. Esse susciterebbero nella gran parte degli italiani sentimenti positivi, come la solidarietà (91,3%), l'ammirazione per la forza di volontà e la determinazione che comunicano (85,9%), il desiderio di rendersi utili (82,7%). Circa la metà delle persone, inoltre, affermerebbe di provare tranquillità, di fronte a una situazione ritenuta "normale", pur essendo diffusi anche sentimenti controversi, come l'imbarazzo e il disagio. Il 54,6% degli italiani proverebbero infatti paura all’eventualità di potersi trovare un giorno a dovere sperimentare la disabilità in prima persona o nella propria famiglia. Infine, il timore di poter involontariamente offendere o ferire la persona disabile con parole e comportamenti inopportuni riguarderebbe il 34,6%, mentre il 14,2% proverebbe indifferenza, non ritenendosi minimamente toccati dal problema della disabilità.
Sono gli esiti di una ricerca del Censis - l'Istituto di Ricerca Socioeconomica Italiana - sulla percezione e la stima del peso sociale delle disabilità nella società italiana, realizzata nell’ambito del progetto pluriennale
Centralità della persona e della famiglia nei sistemi sanitari: realtà o obiettivo da raggiungere?, avviato dalla Fondazione Cesare Serono e i cui risultati sono stati presentati a Roma qualche giorno fa (se ne legga nel nostro sito cliccando qui).
Una premessa è necessaria. L'indagine del Censis - come viene correttamente ed esplicitamente dichiarato - «è stata condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana tramite interviste telefoniche, e dunque la stima realizzata si basa sulle dichiarazioni dei rispondenti che hanno indicato la presenza all’interno del proprio nucleo familiare di una persona con disabilità. Evidentemente si tratta di una
stima basata sulla percezione soggettiva della disabilità, che non è supportata dall’indicazione di una diagnosi specifica. Va però sottolineato che il grado di parentela considerato (genitore, fratello, figlio o coniuge) è tale da ridurre probabilmente al minimo le distorsioni in merito all’errata o mancata attribuzione della situazione di disabilità a una quota presumibilmente ridotta di casi».
Questo naturalmente va ricordato soprattutto in riferimento alla cifra iniziale di 4 milioni e 100.000 persone con disabilità che vivrebbero in Italia, i quali invece - secondo l'Istat, ad esempio - sarebbero circa 2 milioni e 600.000.
Ciò premesso, riteniamo in ogni caso utile il lavoro svolto dal Censis, e in tal senso ben volentieri riportiamo qui di seguito alcune conclusioni tratte da una nota ufficiale prodotta dall'Istituto. (S.B.)
Le disabilità sono un tema ancora troppo poco presente nell'agenda istituzionale, mentre gravano drammaticamente sulle famiglie, spesso lasciate sole nella cura delle persone disabili.
Nel nostro Paese la percezione sociale della disabilità rimane lacunosa e distorta. C’è una disabilità che si vede e una "invisibile". La maggioranza degli italiani ha un'immagine della disabilità esclusivamente in termini di limitazione del movimento (62,9%), il 15,9% pensa a una disabilità intellettiva (il ritardo mentale o la demenza), il 2,9% a una disabilità sensoriale (sordità o cecità), mentre il 18,4% associa il concetto a un deficit plurimo, ossia alla combinazione di due o più disabilità.
Il 68,7% degli intervistati associa poi la disabilità alle conseguenze di un incidente, il 14,2% la riconduce a una malattia congenita, mentre l’ipotesi di una malattia neurologica contratta in età adulta viene citata dall’11,1%.
Sebbene gli incidenti rappresentino una causa frequente di disabilità, il fatto che solo un italiano su dieci pensi a patologie neurologiche (come la sclerosi multipla, l’ictus o la malattia di Parkinson) - che invece hanno un peso rilevante nel determinare la disabilità nelle fasce d’età giovanili e adulte - è sintomatico di una percezione riduttiva e deformata.

Ma quanto è diffusa tra gli italiani la corretta conoscenza di alcune specifiche forme di disabilità? L’82,9% del campione afferma di conoscere la sindrome di Down, segue la malattia di Parkinson (66,5%) e la sclerosi multipla (64,9%), mentre il livello più basso di conoscenza si rileva a proposito dell’autismo (noto solo al 59,9% del campione). E tuttavia anche tra chi afferma di sapere di cosa si tratta, le informazioni appaiono generiche e superficiali e le convinzioni errate sembrano essersi sedimentate, all’interno di una sorta di rumore di fondo informativo, come effetto di una comunicazione mediatica che sul tema è spesso confusa e sensazionalistica.
Tra quanti affermano di conoscere la sindrome di Down, ad esempio, il 55,7% è convinto che nella maggior parte dei casi le persone che ne sono affette muoiano giovani, che non superino i quarant'anni di età, quando in realtà l’aspettativa di vita media per queste persone è oggi superiore ai sessant'anni. E appare molto diffuso il luogo comune secondo il quale le persone Down si assomigliano tutte tra loro, sia esteticamente che come carattere, considerato vero da 2 su 3 (il 66%, e il dato raggiunge il 75,6% tra i soggetti meno scolarizzati e rimane comunque maggioritario anche tra i laureati, che lo ritengono vero nel 60,5% dei casi).
Per quanto poi riguarda la malattia di Parkinson, il 93,2% di quanti affermano di conoscerla sa che causa una serie di disturbi e difficoltà del movimento, ma quasi 2 su 3 (il 61%) la confondono con la malattia di Alzheimer, essendo convinti che i primi sintomi del Parkinson siano le perdite di memoria e il disorientamento nel tempo e nello spazio.
Per quanto concerne invece la sclerosi multipla, se in effetti l’87,6% di chi afferma di conoscerla sa che è una malattia che colpisce il sistema nervoso centrale, il 62,7% pensa però che le persone che ne sono colpite perdano rapidamente la mobilità e finiscano presto sulla sedia a rotelle. Il 74,6% ha l’errata convinzione che abbiano un’aspettativa di vita molto inferiore alla media e il 60,7% pensa che con la sclerosi multipla non sia possibile vivere una vita normale.
A proposito dell’autismo, infine, il 90,8% di quanti affermano di conoscerlo crede correttamente che le persone che ne sono affette soffrano di gravi difficoltà nel comunicare e stabilire relazioni con gli altri, ma è duro a morire il luogo comune circa la presunta genialità di queste persone nella matematica, nella musica o nell’arte, che è condiviso da quasi 3 su 4 (il 73%).

(Ufficio Stampa Censis)
 

 

La sintesi finale dell'indagine condotta dal Censis è disponibile cliccando qui. Per ulteriori informazioni: Ufficio Stampa Censis, tel. 06 860911, censis@censis.it.

Con sentimenti che oscillano tra la partecipazione umana e la paura, costruire una relazione con le persone disabili è difficile. Due terzi degli intervistati (66%) ritengono che le persone con disabilità intellettiva siano accettate solo a parole dalla società, ma che nei fatti vengano spesso emarginate. Quasi un quarto del campione (23,3%) ha un’opinione ancora più negativa, ritenendo che non ci sia nessuna accettazione sociale, perché la disabilità mentale fa paura e queste persone si ritrovano quasi sempre discriminate e sole. Solo il 10,7% degli intervistati ritiene che invece siano accettate pienamente e che nei loro confronti ci sia disponibilità all’aiuto e al sostegno.

Ultimo aggiornamento (Thursday 28 October 2010 18:39)
18ott/100

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11ott/100

La scuola al centro della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down

In oltre duecento punti d'incontro in tutta Italia, tornerà il 10 ottobre la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, organizzata dal CoorDown, per parlare quest'anno soprattutto di scuola, ma anche per continuare a lavorare alla creazione di una nuova cultura che superi i pregiudizi e i luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. Tra i numerosi appuntamenti previsti nel corso della settimana, segnaliamo qui il convegno del 7 ottobre a Lecce sulla scuola, promosso dalla locale Sezione dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down) e la presentazione a Pordenone l'8 ottobre dei risultati ottenuti dal "Progetto Caterina: il tutor familiare", iniziativa dell'Associazione Down Friuli Venezia Giulia

Si rinnoverà anche quest’anno, domenica 10 ottobre, l'appuntamento con la Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down, organizzata dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), che in oltre duecento punti d'incontro in tutta Italia vedrà i volontari distribuire materiale informativo sulla sindrome di Down e offrire una L'immagine ufficiale della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down 2010
L'immagine ufficiale della Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down 2010tavoletta/messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) in cambio di un contributo per sostenere i progetti delle ottanta associazioni che fanno capo al CoorDown stesso.
Al centro dell'evento ci sarà quest'anno la scuola, con un obiettivo inderogabile: una vera inclusione scolastica degli alunni con sindrome di Down. «Una scuola di qualità - spiega Sergio Silvestre, coordinatore nazionale di CoorDown - è un diritto e da sempre è in cima alla lista delle nostre priorità. Il tema, quest’anno, è purtroppo ancor più di attualità, a causa di decisioni politiche ed economiche che, invece di agevolare, penalizzano il percorso formativo degli alunni con sindrome di Down: la composizione di classi di venticinque-trenta alunni, gli avvicendamenti e i ritardi nelle nomine degli insegnanti di sostegno, la mancanza di un tetto massimo di alunni con disabilità nella stessa classe, la consuetudine di accorpare gli alunni con disabilità con un unico insegnante di sostegno fuori della classe e l’utilizzo dell’insegnante di sostegno per supplenze».
Più in generale con la Giornata Nazionale si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica, per creare una nuova cultura che superi i pregiudizi e i luoghi comuni che ancora accompagnano le persone con sindrome di Down. «Oggi - aggiunge Silvestre - sono numerose le persone con sindrome di Down inserite attivamente nella società: persone che lavorano e che praticano, ad esempio, attività sportive a livello agonistico. E forse non tutti sanno che esistono anche, seppur con minor consuetudine, casi di persone con sindrome di Down che guidano la macchina, che si laureano, che vivono da soli o in coppia in piena autonomia».

Numerosi anche gli incontri e le iniziative di approfondimento previsti in questa settimana. Tra questi segnaliamo innanzitutto quello promosso dalla Sezione di Lecce dell'AIPD (Associazione Italiana Persone Down), vale a dire il quarto convegno nazionale dal titolo L'integrazione della persona disabile: valore aggiunto della scuola e risorsa per la società, che si terrà a Lecce (Grand Hotel Tiziano) giovedì 7 ottobre, rivolgendosi a dirigenti scolastici e docenti curricolari e di sostegno delle scuole di ogni ordine e grado, oltre che agli operatori dei servizi, alle famiglie e alle associazioni.
«L'iniziativa - spiega la coordinatrice Maria Teresa Calignano - vuol essere un momento di riflessione sul ruolo delle Istituzioni, sulla realtà scolastica del territorio leccese, sulla ricaduta positiva che l'integrazione ha nei vari contesti sociali, sull'aspetto normativo, sulle buone prassi di integrazione che qualificano la scuola e che danno una risposta ai bisogni specifici degli alunni con disabilità e delle loro famiglie e sulla valorizzazione e il riconoscimento ai genitori della loro competenza, che può fornire utili indicazioni».

Proviene invece dall'Associazione Down Friuli Venezia Giulia - anch'essa, come l'AIPD di Lecce, aderente al CoorDown - il Progetto Caterina: il tutor familiare, avviato nel 2008 e che prevede l’aiuto a quattordici famiglie - con figli in età prescolare e scolare - da parte appunto di un tutor che segue le famiglie stesse e le scuole nel percorso di crescita dei ragazzi, fornendo consulenza pedagogica e aiuto per individuare atteggiamenti educativi adeguatamente finalizzati al conseguimento dell’autonomia.
L'iniziativa - che si avvale della supervisione di Grazia Minelli, pedagogista di Bologna - vede il coinvolgimento di famiglie, scuole, educatori e di eventuali contesti del tempo libero. «Un gruppo di genitori della nostra Associazione - spiega la presidente Maria Luisa Montico Morassut - si è reso disponibile a seguire le fasi operative del progetto avviato nel 2008 proprio grazie al sostegno della BCC Pordenonese, della Regione Friuli Venezia Giulia e del Centro Servizi Volontariato. Ora è la Coop Consumatori Nordest che consentirà la prosecuzione del progetto. Infatti, grazie ai punti devoluti dai consumatori ai vari progetti denominati Vantaggi per la comunità, è stata raccolta una somma di denaro che sarà destinata al Progetto Caterina: il tutor familiare, ritenuto particolarmente valido per la crescita sociale del territorio».
Di tutto ciò si parlerà venerdì 8 ottobre a Pordenone (Sala Rossa del Comune, Corso Vittorio Emanuele II, 64, ore 17), nel corso di una conferenza stampa, cui parteciperanno Montico Morassut, Grazia Minelli e il presidente di Coop Consumatori Nordesrt Damiano Rigo». (S.B.)

Per ulteriori informazioni:
- Sulla Giornata Nazionale delle Persone con Sindrome di Down del 10 ottobre: Ufficio Stampa CoorDown (Federico De Cesare Viola), tel. 339 5390620, ufficiostampa@coordown.it.
- Sul Convegno del 7 ottobre a Lecce: AIPD Lecce, tel. 0833 567830, aipdlecce@comenoi.it.
- Sulla conferenza stampa dell'8 ottobre a Pordenone: Ufficio Stampa Associazione Down Friuli Venezia Giulia, tel. 336 522229, ssilvestre@libero.it.

Ultimo aggiornamento (Sunday 10 October 2010 12:45)