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Diritto alla salute « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
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Basta con la negazione dei diritti!

7 Giugno 2019 @ 18:51 - Diritti

Realizzazione grafica con una mano e la scritta BASTA! in bianco su sfondo nero«I nostri diritti vengono ancor oggi, e sempre più negati e la vita dei nostri congiunti con disabilità, unitamente a quella di noi genitori e familiari, è oggetto di discriminazioni, emarginazione e mancanza di pari opportunità»: inizia così la mozione generale approvata all’unanimità dall’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS, tenutasi negli ultimi giorni di maggio, durante la quale, tra l’altro, tale Associazione – come avevamo riferito nei giorni scorsi – ha anche modificato la propria denominazione, diventando “Associazione Nazionale di Famiglie e Persone con Disabilità Intellettiva e Disturbi del Neurosviluppo”, in sostituzione della precedente dicitura “Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale”.

Rivolta direttamente al ministro per la Famiglia e le Disabilità Lorenzo Fontana, la mozione (disponibile integralmente a questo link) è un documento molto articolato, che pone innanzitutto in risalto il fatto che l’ANFFAS, nei suoi oltre sessant’anni di vita, ha contribuito a fare emanare tante Leggi che avrebbero dovuto portare a un considerevole miglioramento delle condizioni di vita materiale delle persone con disabilità e dei loro familiari. «Purtroppo –  rileva l’Associazione – ancora oggi molte di tali Leggi non sono concretamente attuate in modo puntuale, omogeneo e capillare sull’intero territorio nazionale».

Si tratta quindi, in sostanza, di un accorato appello, nato dalle tante testimonianze portate all’Assemblea dell’ANFFAS dalle persone con disabilità e dai loro familiari, manifestando la loro forte preoccupazione di fronte a un’ulteriore involuzione dell’intero sistema dei servizi. Dai vari interventi, infatti, è emerso come «l’accesso ai pochi servizi sia reso sempre più difficoltoso ed oneroso, con l’enorme carico della disabilità che anche dal punto di vista economico, pesa principalmente sulle spalle dei familiari».
Inoltre, prosegue il testo dell’appello, «i fondi statali sono del tutto insufficienti a garantire l’esigibilità dei diritti e anche le risorse, laddove messe a disposizione dalle Regioni e dagli Enti Locali, non risultano sufficienti».

E ancora, la mozione sottolinea anche che «le indennità economiche e le pensioni corrisposte sono irrisorie e del tutto inadeguate a garantire il soddisfacimento delle minime necessità di vita delle persone con disabilità», oltre a evidenziare il fatto che «gli attuali strumenti di protezione giuridica (interdizione, inabilitazione ed amministrazione di sostegno) risultano difformi alle previsioni della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e, nella loro pratica attuazione, molto spesso, si assiste ad abnormi distorsionie gravosi adempimenti che nulla hanno a che vedere con i veri interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie».
Per queste ragioni, dunque, le persone con disabilità, i familiari e tutti coloro che a vario titolo fanno parte dell’ANFFAS, hanno deciso di dire “basta!” e si sono mobilitate chiedendo un concreto intervento al ministro Fontana affinché, prendendo atto di questa situazione intollerabile, provveda a rimuoverne le cause. «Non c’è più tempo – si legge a tal proposito nella mozione e non siamo più disponibili ad attendere i tempi biblici della politica, anche perché non ce lo possiamo permettere!».

Il documento non manca di riepilogare le tante Leggi già presenti nel sistema giuridico italiano, mettendo in risalto il fatto che esse, per larga parte, «non sono compiutamente applicate» o «sono ostaggio di un sistema burocratico» o ancora limitate «dalla carenza di risorse», ciò che di fatto «ne nega l’esigibilità». Questo a partire dalla Legge 18/09, con la quale, com’è noto, il nostro Paese ha recepito ormai dieci anni fa la Convenzione ONU, ma anche altre importanti norme, come la Legge Quadro 104/92 e la connessa Legge 162/98, la Legge 68/99 sul diritto al lavoro, la Legge 328/00, a partire dall’articolo 14 di essa, sul diritto al progetto individuale di vita e la Legge 112/16, meglio nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi”.
Ma la mozione dell’ANFFAS evidenzia anche il fatto che oggi «non basta più applicare le Leggi che ci sono, ma è necessario ri-partire da una revisione complessiva dell’intero sistema, per adeguarlo “in primis” ai nuovi paradigmi culturali introdotti dalla Convenzione ONU, unitamente all’aggiornamento e all’emanazione di nuove Leggi, quale ad esempio una norma che abroghi gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, previo rafforzamento della Legge 6/04 sull’amministrazione di sostegno, semplificandone gli adempimenti e correggendo le tante, troppe distorsioni applicative riscontrate».

Un’ulteriore istanza riguarda la predisposizione di norme che attuino una progressiva deistituzionalizzazione, nonché il contrasto ad ogni forma di segregazione ed emarginazione sociale, unitamente a provvedimenti realmente efficaci e utili alla prevenzione di episodi di violenza e maltrattamenti.

Ampio spazio viene dato quindi al diritto allo studio e all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità intellettiva e del neurosviluppo, rispetto al quale nella mozione si chiede che «tale diritto venga rispettato, in modo omogeneo, sull’intero territorio nazionale, compresi i servizi a carico degli Enti Locali, facendo sì che l’intero sistema garantisca non solo quantità, ma soprattutto qualità e che il primo giorno di scuola sia tale per tutti gli alunni e studenti con e senza disabilità. Basta allo “scaricabarile” tra i diversi Enti deputati a garantire i diritti!».

Un capitolo a sé, infine, viene dedicato al già citato articolo 14 della Legge 328/00, chiedendo «che l’intero sistema sia messo finalmente in grado di predisporre il progetto individuale di vita», previsto da quella norma, «dando attuazione al modello bio-psico-sociale ed avviando un virtuoso e avanzato sistema di valutazione multidimensionale dei bisogni di sostegno, basando il tutto sul modello ancorato ai diritti umani e alla qualità della vita».

«Con questa mozione – dichiarano dall’ANFFAS – da un lato si è voluto porre l’accento sulle difficoltà, gli ostacoli e le troppe pratiche burocratiche che ogni giorno le persone con disabilità e le loro famiglie incontrano, dall’altro si è voluto dire basta a questo non più tollerabile stato di cose, avanzando una serie di proposte concrete. Per questo la nostra Associazione tutta, auspicando di non essere sola in questa “battaglia”, ha deciso di rivolgersi esclusivamente al ministro Fontana, in quanto Ministro per le Famiglie e le Disabilità, poiché, a parer nostro, oggi, “in primis”, è proprio il ministro Fontana – appunto quale Ministro per le Disabilità – che deve porsi al fianco delle persone con disabilità e dei loro familiari e assumersi il compito e la responsabilità di garantire adeguati sostegni a tutti loro attraverso una rete integrata di servizi, con la consapevolezza che ciò non rappresenta un costo, bensì un investimento che a medio/lungo termine porterà all’intero Sistema Paese indubbi benefìci, anche occupazionali, di razionalizzazione ed efficacia della spesa, consentendo inoltre all’Italia di potersi realmente fregiare della definizione di “Paese civile” che garantisce a tutti i suoi cittadini diritti civili ed umani, pari opportunità e qualità di vita». (S.B.)

Ricordiamo ancora il link al quale è disponibile la mozione approvata all’Assemblea dell’ANFFAS, intitolata I diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari se non sono resi esigibili diventano gentili concessioni.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net.

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URL di questo articolo: http://www.superando.it/2019/06/07/basta-con-la-negazione-dei-diritti/

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Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilita’

7 Maggio 2019 @ 18:29 - Diritti

Ragazzi di cui si vede solo l'ombra (tra cui uno in carrozzina) che giocano con una pallaoOrganismo istituito nel 2011 (Legge 112/11), per assicurare a livello nazionale l’attuazione e la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti, secondo le disposizioni della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ratificata dall’Italia due anni dopo, con la Legge 176/91), l’AGIA (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza) presenterà nella mattinata del 9 maggioRoma, presso la Sede del Parlamento del CNEL (Viale Lubin, 2), il documento intitolato Il diritto al gioco e allo sport dei bambini e dei ragazzi con disabilità, frutto del lavoro di una Consulta di associazioni e organizzazioni, presieduta dalla stessa Autorità Garante, e con il supporto tecnico dell’Istituto degli Innocenti.

Ad aprire i lavori sarà Filomena Albano, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, mentre Lucia Chiappetta Cajola, prorettore vicario dell’Università Roma Tre e Antonella Costantino, presidente della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza), presenteranno il documento citato, oltre ad illustrare le raccomandazioni rivolte in tale àmbito dall’AGIA a Governo, Regioni, Comuni, Servizi, scuole, rappresentanti del Terzo Settore, operatori dell’informazione e della comunicazione, ordini professionali e associazioni.
Seguiranno le testimonianze dello youtuber Cris Brave (in video), di atleti e di esponenti dell’associazionismo.
È quindi prevista una tavola rotonda di Esperienze a confronto, con la partecipazione di Michele Sciscioli (Ufficio per lo Sport della Presidenza del Consiglio), Clelia Caiazza (Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca), Luigi Mazzuto (coordinatore della Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome), Andrea Venuto (rappresentante dell’ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia e delegato all’accessibilità di Roma Capitale) e Francesco Silipo (incaricato nazionale dell’AGESCI).
I lavori saranno moderati da Federico Pasquali, giornalista e media relations della FIPIC (Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina). (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: eventi@garanteinfanzia.org.

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Bene le cure dentistiche, ora anche tutto il resto

6 Maggio 2019 @ 18:15 - Salute

Intervento odontoiatrico su una persona con disabilità

Intervento odontoiatrico su una persona con disabilità

«Ora vogliamo un ulteriore impegno affinché ciò che oggi si è ottenuto in campo odontoiatrico possa verificarsi per tutte le prestazioni mediche con una vera presa in carico e un percorso adattato ai pazienti con disabilità gravissima»: lo dichiara Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, protagonista di una lunga battaglia volta ad ottenere le cure odontoiatriche, anche preventive, per persone con disabilità grave, definite “pazienti non collaboranti”, come il giovane Giacomo, che per eliminare il dolore provocato da una carie, avrebbe dovuto aspettare bene sette mesi.
«Abbiamo denunciato il caso – spiega Ferrante -, ottenendo l’interessamento di Nicolettà Verì, assessore regionale alla Sanità e una presa in carico della persona da parte del Dipartimento Chirurgico di Odontostomatologia dell’Ospedale di Lanciano (Chieti), reparto che riteniamo debba essere incrementato con uomini e mezzi, per consentire un lavoro a pieno regime. Sin dai prossimi giorni, quindi, il ragazzo potrà essere operato».
Altro risultato concreto, nel medesimo àmbito, è che finalmente sono stati attivati ambulatori odontoiatrici con frequenza bisettimanale, presso gli Ospedali di Popoli (Pescara) e Pescara, con personale specializzato in grado di ricevere pazienti da tutta la Regione, ed è già possibile effettuare le prenotazioni.

Nell’esprimere, quindi, piena soddisfazione, il Presidente delle Carrozzine Determinate, come sottolineato inizialmente, ribadisce che durante un prossimo incontro in Regione rinnoverà la richiesta di «un protocollo medico generalizzato per i pazienti fragili e le persone con disabilità in ogni àmbito sanitario e non solo in quello dentistico. Già nel mese di aprile dello scorso anno, infatti, presentammo all’allora assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci la richiesta di una stanza multisensoriale all’interno del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pescara – considerato anche che esso è in fase di ristrutturazione e ampliamento – per i pazienti con autismo o con altre forme di disabilità gravissime, così come la richiesta di un protocollo per la presa in carico di tutti i soggetti fragili, per ogni tipo di prestazione sanitaria». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: carrozzinedeterminate@hotmail.it.

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