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Studio « Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
25set/180

Inclusione scolastica: un sondaggio per migliorare la situazione

24 settembre 2018 @ 12:16 - Studio

In primo piano mani alzate di alunni, sullo sfondo immagine sfuocata di un'insegnante«Scuola: purtroppo è sempre emergenza disabilità»: lo aveva denunciato con forza qualche giorno fa la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), su queste stesse pagine, seguita a ruota dall’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale), che alla stessa FISH aderisce.
Ora la Federazione torna a dare piena visibilità alla questione, tramite un’azione estremamente concreta, che potrà essere estremamente utile in vista dei continui confronti di queste settimane con il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.
Si tratta di un sondaggio anonimo rivolto alle famiglie e composto di undici domande, che merita certamente il maggior numero di risposte possibili, oltre a una capillare diffusione.

L’iniziativa viene presentata così dalla FISH: « Si è avviato un nuovo anno scolastico, ma sembra che la reale data di inizio per molti alunni e alunne con disabilità non sia la stessa dei loro compagni. Ancora una volta. La nostra Federazione, purtroppo, raccoglie quotidianamente segnalazioni, denunce, notizie in cui ricorrono: ritardi nell’assegnazione di insegnanti di sostegno, assenza di assistenti all’educazione o alla comunicazione, lacune nell’assistenza igienica. Tutti elementi che incidono negativamente sulla reale inclusione scolastica. Il confronto politico e istituzionale verso il Ministero dell’Istruzione è costante con una pressione da parte nostra affinché quei diritti siano esigibili. Per potenziare dunque l’azione ulteriormente, chiediamo l’aiuto, la vicinanza e la testimonianza delle famiglie degli alunni con disabilità e per questo, anche grazie al supporto tecnico dell’ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici), abbiamo predisposto un agile sondaggio anonimo (undici domande) rivolto alle famiglie sul tema della reale inclusione scolastica. I dati raccolti verranno utilizzati soprattutto da un punto di vista politico: potranno cioè essere utilissimi nei confronti di queste settimane con il Ministero». (S.B.)

Per partecipare al sondaggio promosso dalla FISH, accedere a questo link.
Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2018/09/24/inclusione-scolastica-un-sondaggio-per-migliorare-la-situazione/

5gen/180

Di fronte al diritto allo studio, non c’e’ “ragione di bilancio” che tenga!

4 gennaio 2018 @ 11:51 - Studio

Bimba con disabilità motoria a scuola«Questa nuova Sentenza ribadisce quello che avevamo già rilevato in diverse occasioni, ovvero che la Legge Regionale della Lombardia ha attribuito ai Comunil’onere di erogare i servizi di assistenza allo studio, fondamentali per garantire il diritto all’istruzione degli alunni e studenti con disabilità. E questo indipendentemente dai tempi, modi e intensità del supporto economico regionale»: è visibilmente soddisfatta, Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare la recente Sentenza con cui il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Lombardia ha accolto il ricorso dei genitori di una ragazza che frequenta l’ultimo anno del Liceo Linguistico di Mortara (Vigevano), ribadendo quando già sancito da numerosi altri provvedimenti, e cioè che nessuna “ragione di bilancio” può essere invocata per giustificare la riduzione dei servizi deputati a garantire il diritto allo studio.

«Ottimi voti e una grande voglia di studiare, la ragazza – riferiscono dalla LEDHA – è affetta da tetraparesi spastico distonica e per questo motivo ha bisogno di essere seguita, anche a scuola, da un assistente educativo. Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) adottato dal GLHO (Gruppo di Lavoro Handicap Operativo) dell’Istituto scolastico frequentato dalla giovane ne aveva indicato il fabbisogno in 28 ore settimanali di assistenza educativa, ma il suo Comune di residenza (Parona, in provincia di Pavia), aveva deciso di assegnarle solo 12 ore, facendo riferimento alle Linee Guida della Regione Lombardia, secondo le quali, di norma, possono essere concesse al massimo 10 ore di assistenza settimanali». E tuttavia, puntualizza Abet, «quelle stesse Linee Guida Regionali affermano, in modo chiaro, che agli studenti con disabilità complessa o in situazione di particolare bisogno è riconosciuto un monte ore aggiuntivo».
«Il TAR – aggiungono dal canto loro gli avvocati Livio NeriIlaria Adinolfi, che hanno curato il ricorso – ha confermato che il diritto fondamentale all’istruzione e alla formazione per le persone con disabilità non soggiace alla previsione di tetti massimi di spesa e dev’essere tutelato nella misura e con le forme previste nel PEI di ciascuno studente con disabilità».

«Assistenza alla comunicazione – concludono quindi dalla LEDHA -, assistenza ad personam e trasporto sono diritti esigibili per i quali tocca ai Comuni far fronte. Quello delle questioni economiche è un tema certamente rilevante, ma dev’essere gestito all’interno della dialettica tra istituzioni locali e non può – in nessun caso – impattare sui diritti degli alunni e degli studenti con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

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19ott/160

Non bastano quattordici condanne?

18 ottobre 2016 @ 12:01 - Studio

Bimbo alla lavagna con aria corrucciata«Che possibilità c’è per un ragazzino con disabilità di sviluppare le sue potenzialità e tenersi al passo con gli studi come i suoi compagni normotipici, se manca l’insegnante di sostegno? Nessuna! Quindi, avallare la mancanza di insegnanti di sostegno significa vivere in un regime anticostituzionale, in cui a disagio si aggiunge disagio e i cittadini non sono tutti uguali davanti alla legge».
A scriverlo in una nota sono i genitori dei ragazzi con disabilità dell’Istituto Comprensivo Statale 73 Michelangelo Ilioneo (plesso Madonna Assunta) di Napoli, ricordando come il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) abbia «condannato per ben quattordici volte l’istituzione scolastica», per il fatto che il CSA (il Centro Servizi Amministrativi, ex Provveditorato agli Studi) «non aveva provveduto ad affiancare in tempo un docente di sostegno al gruppo classe per le ore richieste dal  PEI (Piano Educativo Individualizzato)». «E tuttavia – sottolineano i genitori – adesso neppure più le condanne e le sentenzevengono prese in considerazione, visto che la dirigente della scuola sta cercando di ottenere invano dal CSA le unità mancanti che permetterebbero (dopo un mese dall’inizio della scuola!) uno svolgimento sereno delle lezioni e l’avvio del tempo pieno. A fronte infatti di una necessità di 24 insegnanti, il CSA ha assegnato ad oggi solo 15 unità, assolutamente insufficienti».

«Denunciamo quindi – concludono i familiari dei ragazzi con disabilità – questo diritto calpestato, contro i principi della Costituzione, e ribadendo che nelle sue Sentenze il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) ha condannato l’Amministrazione Scolastica ad assegnare a ciascun alunno con disabilità un insegnante per il numero di ore di sostegno quantificate nel PEI, chiediamo all’Ufficio Scolastico Regionale della Campania che esse vengano tutte assegnate, nel pieno rispetto delle Leggi vigenti e delle Sentenze del TAR, anche per non aggravare lo stesso ufficio competente di ulteriori spese legali». (S.B.)

Ringraziamo per la collaborazione Daniele Romano, presidente della FISH Campania (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap).

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: federhand.fishcampania@gmail.com.

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