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Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
5gen/180

Di fronte al diritto allo studio, non c’e’ “ragione di bilancio” che tenga!

4 gennaio 2018 @ 11:51 - Studio

Bimba con disabilità motoria a scuola«Questa nuova Sentenza ribadisce quello che avevamo già rilevato in diverse occasioni, ovvero che la Legge Regionale della Lombardia ha attribuito ai Comunil’onere di erogare i servizi di assistenza allo studio, fondamentali per garantire il diritto all’istruzione degli alunni e studenti con disabilità. E questo indipendentemente dai tempi, modi e intensità del supporto economico regionale»: è visibilmente soddisfatta, Laura Abet, avvocato del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della LEDHA (la Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità che costituisce la componente lombarda della FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), nel commentare la recente Sentenza con cui il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Lombardia ha accolto il ricorso dei genitori di una ragazza che frequenta l’ultimo anno del Liceo Linguistico di Mortara (Vigevano), ribadendo quando già sancito da numerosi altri provvedimenti, e cioè che nessuna “ragione di bilancio” può essere invocata per giustificare la riduzione dei servizi deputati a garantire il diritto allo studio.

«Ottimi voti e una grande voglia di studiare, la ragazza – riferiscono dalla LEDHA – è affetta da tetraparesi spastico distonica e per questo motivo ha bisogno di essere seguita, anche a scuola, da un assistente educativo. Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) adottato dal GLHO (Gruppo di Lavoro Handicap Operativo) dell’Istituto scolastico frequentato dalla giovane ne aveva indicato il fabbisogno in 28 ore settimanali di assistenza educativa, ma il suo Comune di residenza (Parona, in provincia di Pavia), aveva deciso di assegnarle solo 12 ore, facendo riferimento alle Linee Guida della Regione Lombardia, secondo le quali, di norma, possono essere concesse al massimo 10 ore di assistenza settimanali». E tuttavia, puntualizza Abet, «quelle stesse Linee Guida Regionali affermano, in modo chiaro, che agli studenti con disabilità complessa o in situazione di particolare bisogno è riconosciuto un monte ore aggiuntivo».
«Il TAR – aggiungono dal canto loro gli avvocati Livio NeriIlaria Adinolfi, che hanno curato il ricorso – ha confermato che il diritto fondamentale all’istruzione e alla formazione per le persone con disabilità non soggiace alla previsione di tetti massimi di spesa e dev’essere tutelato nella misura e con le forme previste nel PEI di ciascuno studente con disabilità».

«Assistenza alla comunicazione – concludono quindi dalla LEDHA -, assistenza ad personam e trasporto sono diritti esigibili per i quali tocca ai Comuni far fronte. Quello delle questioni economiche è un tema certamente rilevante, ma dev’essere gestito all’interno della dialettica tra istituzioni locali e non può – in nessun caso – impattare sui diritti degli alunni e degli studenti con disabilità». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@ledha.it.

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2018/01/04/di-fronte-al-diritto-allo-studio-non-ce-ragione-di-bilancio-che-tenga/

20nov/170

15.000 euro di risarcimento, perche’ discriminata in quanto disabile

17 novembre 2017 @ 12:59 - Diritti

Comune di San Paolo di Jesi (Ancona), prima e dopo l'installazione dell'ascensoreL’interno del Comune di San Paolo di Jesi (Ancona), prima e dopo l’intervento che ha portato all’eliminazione delle barriere architettoniche

«Anche se sono passati quattro anni, alla fine la giustizia ha fatto il suo corso e ha riconosciuto la discriminazione subita da Lucia Giatti da parte del Comune di San Paolo di Jesi. Oltre al risarcimento, va anche ricordato che nel 2014 quello stesso Comune, grazie alle iniziative intraprese dalla nostra organizzazione e all’azione giudiziaria delle signora Giatti, ha finalmente reso accessibili i propri uffici comunali alle persone con disabilità motoria, grazie all’installazione di un ascensore».
Lo dichiara, con legittima soddisfazione, Renato Biondini, segretario della Cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni, dopo che nei giorni scorsi, ed esattamente il 14 novembre, la Corte d’Appello di Ancona, tramite la Sentenza n. 1710, ha condannato il Comune di San Paolo di Jesi (Ancona) al pagamento di 15.000 euro a titolo di risarcimento danni, per avere discriminato Lucia Giatti, cittadina con disabilità motoria in carrozzina, nonché già consigliera comunale di quella stessa città.

Di tale vicenda, anche il nostro giornale si era ampiamente occupato, nella primavera del 2014, quando l’Associazione Coscioni aveva convocato una conferenza stampa, per annunciare appunto l’installazione dell’ascensore, presso il Comune di San Paolo di Jesi, in parallelo al sostegno dato all’azione legale di Lucia Giatti, che a causa delle barriere architettoniche, non aveva potuto accedere né alla sala consiliare né agli uffici comunali. A tal proposito, ci si era segnatamente appellati alla Legge 67/06 (Misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni).
«Il riconoscimento da parte della Corte d’Appello di Ancona della natura discriminatoria della condotta omissiva tenuta in tutti questi anni dal Comune di San Paolo di Jesi – sottolinea Alessandro Gerardi, l’avvocato che ha sostenuto l’azione di Lucia Giatti -, con il conseguente risarcimento del danno, ma anche l’abbattimento delle barriere architettoniche e, quindi, l’installazione dell’ascensore all’interno dell’edificio comunale, rappresentano l’ennesimo successo raggiunto dalla nostra Associazione sul fronte della lotta alle discriminazioni nei confronti delle persone con disabilità. Si tratta di un successo conseguito in primis grazie al coraggio e alla determinazione di Lucia Giatti, il cui comportamento deve essere da esempio per tutte quelle persone con disabilità che ogni giorno in Italia, in tutta Italia, vengono discriminate a causa di una serie di barriere non solo architettoniche e sensoriali, ma soprattutto culturali, che impediscono loro di svolgere una vita libera e indipendente».

«Con il nostro Progetto Soccorso Civile per l’eliminazione delle barriere architettoniche [se ne legga la presentazione sulle nostre pagine, N.d.R.] – dichiara dal canto suo Gustavo Fraticelli, vicesegretario dell’Associazione Coscioni – abbiamo promosso in tutta Italia con altre Associazioni l’affermazione dei diritti delle persone con disabilità, la condivisione delle azioni e iniziative di ogni livello, fatto conoscere ai cittadini la possibilità di segnalare con la nostra App NO Barriere le discriminazioni in atto nel proprio Comune. È solo un primo passo verso la definitiva eliminazione delle barriere architettoniche, ma col nostro aiuto possono farne tutti, ad esempio scaricando gratuitamente quella stessa App su Google Play e iTunes».
«Facciamo inoltre un appello – conclude Fraticelli – a tutte quelle persone che sono discriminate a causa della loro disabilità: rivendicate i vostri diritti e appellatevi alla Legge 67/06, chiamando a giudizio chi vi discrimina. Abbiate fiducia, la Legge è dalla vostra parte!». (S.B.)

Ringraziamo Fabio Ragaini per la segnalazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Renato Biondini (cellulacoscioniancona@gmail.com).

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

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6nov/170

Un vero e proprio “rinascimento” in atto a Napoli, per il Libro Parlato

3 novembre 2017 @ 17:40 - Autonomia

Disegno dedicato al Libro ParlatoAvevamo parlato, nel giugno scorso, di una sorta di “rinascimento” per il Servizio del Libro Parlato, ripristinato a Napoli dall’UICI locale (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), grazie alla collaborazione con l’UNIVOC partenopea (Unione Nazionale Italiana Volontari Pro-Ciechi) e ubicato presso la sede di quest’ultima Associazione (Via Santa Maria di Costantinopoli, 19).
Circa sei mesi dopo, quindi, è giunto il momento dei primi bilanci, che risultano del tutto positivi. Per citare qualche dato, infatti, sono state scaricate, masterizzate su CD-ROM e consegnate oltre duecento opere a decine di utenti; sono stati avviati i contatti con numerosi donatori di voce, tra i quali qualcuno già lettore del Servizio del Libro Parlato ancor prima della chiusura del Centro Regionale di Distribuzione; sono stati consegnati ai donatori volontari già parecchi libri forniti dagli utenti per avviarne la registrazione, due dei quali già completati, consegnati agli utenti stessi, e che entro breve verranno inseriti nel catalogo nazionale delle opere di secondo livello.
tre volontari del Servizio Civile destinati a queste attività sono stati formati dal referente Domenico Vitucci, sia per la fase del download e della distribuzione delle opere, sia per quella delle registrazioni dei nuovi libri con i donatori di voce. Oggi, quindi, riescono a condurre il servizio quasi autonomamente, coordinandosi tra loro.

«Nella cabina di registrazione recuperata e insonorizzata mediante l’installazione di pannelli fonoassorbenti piramidali – spiega lo stesso Vitucci -, è stata attrezzata una postazione con un computer, un mixer e un microfono a condensatore, che può essere utilizzato dai donatori di voce, i quali hanno facoltà di decidere se registrare a casa propria con una propria strumentazione o presso la sede del Libro Parlato. Per diffondere inoltre il servizio tra gli studenti di tutte le età, è stata inviata una comunicazione alle scuole della Provincia ove siano presenti alunni con disabilità visiva. Sul fronte delle Università, invece, è già attiva una collaborazione con la Suor Orsola Benincasa di Napoli, con la quale l’UICI di Napoli sta stipulando un protocollo di intesa, e si sta cercando di diffondere il servizio anche negli altri Atenei della Città Metropolitana, mediante gli appositi uffici per i servizi agli studenti con disabilità. E ancora, si sta intraprendendo una collaborazione con l’AID (Associazione Italiana Dislessia), per rendere fruibile il servizio anche da parte delle persone con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), come appunto la dislessia, senza contare i tanti articoli dedicati al servizio stesso, pubblicati da quotidiani e periodici, sia a carattere nazionale, sia a carattere locale».

«Tanto dunque si è fatto – conclude Vitucci –  ma tantissimo si potrà ancora fare, per rendere il Libro Parlato un servizio sempre più presente tra i soci UICI/UNIVOC e non dell’intero territorio della Città Metropolitana di Napoli». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: libroparlato@uicinapoli.it.

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