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Aixtud « associazione italiana per la tutela dei disabili e dei diritti
Aixtud
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Piemonte: una guida agli interventi a favore delle persone con disabilita’

16 luglio 2018 @ 18:53 - Società

Elaborazione grafica basata su varie parole (al centro "disabilità")Come riferisce la CPD di Torino (Consulta per le Persone in Difficoltà), anche quest’anno la Regione Piemonte ha predisposto la Guida agli interventi a favore delle persone disabili, resa possibile grazie alla sinergia con i soggetti istituzionali che, a diverso titolo, concorrono nelle politiche attive a sostegno delle persone con disabilità, dall’Agenzia delle Entrate all’INAIL, dall’INPS all’Agenzia Piemonte Lavoro.
La Guida consente una visione complessiva delle misure di sostegno disponibili a seconda degli àmbiti di riferimento, tramite quarantuno schede informative, contenenti indicazioni utili in merito a barriere architettoniche, assistenza alla persona, formazione professionale e lavoro, mobilità e trasporti, spese sanitarie e ausili, sport e tempo libero, tutela e trasparenza.
Per ogni àmbito è specificato come fare per avere le informazioni necessarie e il linguaggio utilizzato ha cercato di ispirarsi a canoni comunicativi di semplicità e immediata comprensione. (S.B.)

La Guida agli interventi a favore delle persone disabili 2018 è liberamente consultabile online(a questo link), mentre le copie cartacee sono disponibili presso le sedi degli Uffici per le Relazioni con il Pubblico (a questo link l’elenco).

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2018/07/16/piemonte-una-guida-agli-interventi-a-favore-delle-persone-con-disabilita/

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Come e’ stata applicata la Legge sul “Durante e Dopo di Noi”?

3 luglio 2018 @ 12:00 - Diritti

Ombre davanti al sole di ragazzo in carrozzina e di adulto non disabileCome avevamo segnalato in sede di presentazione, erano stati cinque (Bologna, Bari, Roma, Palermo e Torino) gli appuntamenti previsti per Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rariproposta formativa gratuitapromossa da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), grazie a un cofinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a favore delle persone con Malattia Rara e dei loro familiari e/o rappresentanti, innanzitutto per conoscere e approfondire i vari aspetti della Legge 112/16 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” (o anche sul “Durante e Dopo di Noi”).
È ora in programma per domani, 4 luglio, nella Capitale, alla Sala Foscolo del Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi (ore 10-13), l’evento finale del percorso, preziosa occasione proprio per fare il punto sull’applicazione della citata Legge 112/16, a due anni esatti dalla sua approvazione.

«L’analisi sui primi due anni di attuazione della Legge 112/16 – spiegano da UNIAMO-FIMR – sarà introdotta da una preliminare contestualizzazione di questo intervento nell’àmbito del più generale Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Particolare attenzione sarà dedicata alle riflessioni dei principali attori in gioco nell’attuazione della Legge 112 a livello territoriale, ovvero da un lato le Regioni e le Province Autonome, dall’altro le Associazioni e la Cooperazione Sociale. Non mancherà naturalmente una valutazione sugli strumenti del trust, dei vincoli di destinazione e dei fondi speciali a cura del Consiglio Nazionale del Notariato, già autore, insieme a tredici Associazioni di consumatori, di una guida per il cittadino dedicata al Dopo di Noi”, Amministratore di sostegno, gli strumenti per sostenere le fragilità sociali [se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]».

Interverranno all’incontro Tommasina Iorno, presidente di UNIAMO-FIMR; Roberto Speziale, presidente Nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), vicepresidente vicario della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e componente dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; Maristella Zantedeschi della Società Sinodè; Luigi Mazzuto della Regione Molise, coordinatore della Commissione Politiche Sociali nella Conferenza delle Regioni; Marco Tirabosco di Federsolidarietà-Confcooperative, componente dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; Gianluca Abbate, consigliere nazionale del Notariato con delega al Sociale.
Sono altresì stati invitati anche Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità e Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali. (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@uniamo.orgsegreteria@uniamo.org.

Articolo stampato da Superando.it: http://www.superando.it

URL di questo articolo: http://www.superando.it/2018/07/03/come-e-stata-applicata-la-legge-sul-durante-e-dopo-di-noi/

23giu/180

Dalla parte dei ragazzi autistici offesi

22 giugno 2018 @ 11:45 - Società

Ragazzo seduto con la testa chinataÈ di qualche giorno fa la notizia dell’assoluzione, per insufficienza di prove, degli imputati nel processo per i fatti della Casa di Alice, il Centro Diurno di Grottammare (Ascoli Piceno), destinato ad accogliere ragazzi autistici tra gli otto e i vent’anni [di tale vicenda anche «Superando.it» si occupò ampiamente al momento dei fatti. Si vedano a tal proposito i testi elencati nella colonnina qui a destra, N.d.R.].
I presunti responsabili erano stati arrestati a seguito del blitz del carabinieri del NOR (Nucleo Operativo Radiomobile) di San Benedetto del Trento nel luglio 2014, che avevano piazzato telecamere nascoste all’interno del Centro. In un mese e mezzo di registrazioni, le telecamere avevano ripreso spintoni e video di ragazzi, anche denudati, chiusi per ore in una stanza di contenimento per le crisi (di appena 11 metri quadrati), la famigerata “stanza azzurra”.
Nel corso del processo, i media hanno dato notizia della testimonianza, fra gli altri, di uno degli educatori del Centro, che ha riferito di comportamenti messi in atto da alcuni colleghi nei confronti dei ragazzi ospiti della Casa di Alice, compresa la mattina in cui uno di loro, che si trovava nella “stanza azzurra”, lanciò una scarpa contro un vetro nel tentativo di liberarsi. Dalla testimonianza è emerso inoltre che nella stanza i ragazzi venivano chiusi per intere mezze giornate e in alcuni casi a due fratelli ospiti della struttura non veniva consegnato il panino preparato per il pranzo. Si è infine appreso che altri ospiti non venivano accompagnati in bagno finendo per farsi la pipì addosso.
In base a queste prove, il Pubblico Ministero aveva chiesto la condanna a sei anni per il coordinatore della struttura e a quattro anni e mezzo per quattro educatrici accusate di maltrattamenti e sequestro di persone.
La Sentenza di Primo Grado è stata pronunciata, dopo una lunga Camera di Consiglio, in base all’articolo 530, comma 2 del Codice di Procedura Penale, stabilendo «l’assoluzione degli imputati per insufficienza di prove», perché «il fatto non costituisce reato e manca il dolo». Come dire – ma questo per ora possiamo solo intuirlo – che gli imputati, anziché porre in essere comportamenti gravemente inumani (come documentato dalle telecamere e ribadito da testimoni) avrebbero agito per “fini educativi”!

In casi del genere si dirà che occorre attendere il dispositivo della Sentenza per conoscerne le motivazioni. Da genitore di un soggetto autistico adulto e da ex insegnante mi sia consentito, per una volta, di non aderire a questa prassi, pur avendola ampiamente studiata durante i miei (ahimè) antichi studi universitari.
Qui il problema non è dividersi tra innocentisti e colpevolisti, tra garantisti e giustizialisti, ma tra un’idea o no del diritto che, nel caso specifico della Casa di Alice, fa terra bruciata della dignità di persone fragili e indifese, quei i ragazzi autistici giovanissimi che nell’allucinante vicenda della struttura di Grottammare sono stati messi alla mercé di pratiche di contenzione, le quali non possono non richiamare alla mente metodi manicomiali che avrebbero fatto impallidire Basaglia e che ingenuamente pensavamo fossero stati definitivamente rimossi.
La mia convinzione è che questa Sentenza si possa spiegare solo con l’insistenza di un grave deficit culturale e di conoscenza dell’autismo che non risparmia nessuno, nemmeno magistrati esperti in altri campi o periti di parte, altrettanto bravi nel presentare dotte relazioni, ma che nella vita non hanno mai incontrato un autistico in carne ed ossa.

Pensare che ai comportamenti problematici delle persone autistiche si debba rispondere solo mettendo in campo quel triste repertorio di brutalità che le immagini di telecamere nascoste – oggi la Casa di Alice, ma appena ieri altri Centri tristemente balzati agli onori della cronaca, hanno messo crudamente davanti ai nostri occhi – è letteralmente folle e ciò dev’essere detto con estrema forza e convinzione, pur nel rispetto dei ruoli di ciascuno.
Il ricorso a certe misure contenitive è semplicemente raccapricciante e miserabili sono i paraventi con cui si cerca di nascondere questa verità. È una meschina bugia quella secondo cui non ci sarebbero alternative alla costrizione per fronteggiare comportamenti potenzialmente pericolosi di natura auto ed etero aggressiva dei soggetti autistici. Per capirlo basterebbe leggere gli atti elaborati dalla comunità scientifica internazionale che nel respingere certe odiose pratiche, figlie del pressappochismo e dell’incultura, sollecitano gli operatori del settore a indagare innanzitutto le cause che conducono persone vulnerabili , come i nostri figli, a star così male fino a rimanere impotenti di fronte a offese, umiliazioni e abusi di ogni genere, consumati ai loro danni.

Sentire parlare di assoluzione per “insufficienza di prove”, al termine di quattro anni di indagini e udienze in cui di prove e testimonianze ne sono state raccolte a iosa, interroga la coscienza di tutti noi e pone inquietanti dubbi sul significato della parola “giustizia”.
Chi restituirà a questa persone indifese, molte delle quali minorenni, la dignità perduta? Chi ripagherà le loro famiglie del dolore che hanno vissuto dopo avere visto le immagini dei loro figli denudati e presi a schiaffi in quell’agghiacciante bunker chiamato “stanza azzurra” dove venivano sequestrati? Quali altre prove – a parte l’esibizione di un cadavere – servono, prima di arrivare a una condanna esemplare che rappresenti un precedente e un monito atto a scongiurare che certi fatti si ripetano?

Mi sento di essere pienamente al fianco di tante persone ferite da una Sentenza che avverto ingiusta e disumana. Provo ribrezzo, non altro. È un’indignazione che non riesco e non voglio simulare. Spero che in appello si ripari a quello che definisco, da privato cittadino padre di un figlio autistico, un gravissimo affronto in danno di persone impossibilitate a difendere i loro diritti, le loro ragioni, la loro dignità di esseri umani!

*Padre di un uomo autistico di 37 anni (www.facebook.com/autismoIN).

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